Ciclismo
Tour de France 2026, sedicesima tappa, cronometro Évian-les-Bains-Thonon-les-Bains: percorso e favoriti
Domani, martedì 21 luglio, il Tour de France 2026 riparte dopo il secondo giorno di riposo con la sedicesima tappa, la cronometro individuale da Évian-les-Bains a Thonon-les-Bains. Saranno 26,1 chilometri lungo le rive del Lago Lemano, in una prova contro il tempo che aprirà la terza settimana e inciderà sicuramente su diverse posizioni della generale.
Il percorso della tappa 16 del Tour de France 2026
La cronometro Évian-les-Bains-Thonon-les-Bains è breve, lontana dalle cronometro infinite del Tour di una decina di anni fa, ma più complessa di quanto dica la distanza. Il tracciato non premia soltanto gli specialisti puri della disciplina, perché nella prima parte presenta una salita lunga e regolare: la Côte de Larringes, 9,7 chilometri al 4,3%, classificata di seconda categoria.
I rilevamenti intermedi saranno tre: al chilometro 4,8, al chilometro 9,7, in cima alla salita, e al chilometro 18,1.
Dopo lo scollinamento, i corridori affronteranno una fase di discesa e poi un finale pianeggiante. La gestione dello sforzo sarà il punto centrale della giornata: partire troppo forte sulla Côte de Larringes può presentare il conto nella seconda metà, ma perdere troppo tempo per una interpretazione troppo conservativa dei primi dieci chilometri rischia di compromettere la prova prima del tratto favorevole agli uomini più potenti.
Favoriti, outsider e italiani in gara
Tra i favoriti principali ci sono Remco Evenepoel, favorito d’obbligo e per una cronometro di questo tipo, Filippo Ganna, che troverà nel finale il terreno migliore per esprimere tutta la propria potenza, e Tadej Pogacar, già grande protagonista del Tour e competitivo su qualsiasi tipo di percorso. Attenzione anche a Joshua Tarling, Tobias Foss, Brandon McNulty, Daan Hoole e Kasper Asgreen, tutti corridori con caratteristiche adatte a una prova contro il tempo.
Tra gli outsider possono inserirsi Mattia Cattaneo, Edoardo Affini, Victor Campenaerts, Søren Wærenskjold, Mauro Schmid e Mathias Vacek, soprattutto se riusciranno a interpretare bene il cambio di ritmo tra salita e pianura.
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