Atletica leggera
Birmingham 2026, prima giornata: l’Italia inizia con due medaglie
Si alza il sipario sugli Europei di atletica leggera di Birmingham ed è subito grande Italia: nel getto del peso arriva la doppietta firmata da Fabbri, oro, e Weir, argento. Amaro, invece, l’esordio di Mattia Furlani, costretto al ritiro per infortunio. Torna Ingebrigtsen.
Gli azzurri: tra dolce ed amaro
Non vanno oltre la qualificazione le pesiste Anna Musci e Sara Verteramo ed il martellista Giorgio Olivieri.
Negli 800 metri superano il primo turno Francesco Pernici, ottimo vincitore della propria batteria, e Giovanni Lazzaro. Eliminato invece Catalin Tecuceanu, medaglia di bronzo nella scorsa edizione degli europei.
Inizia con una brutta notizia la qualificazione del salto in lungo: Mattia Furlani si ferma dopo il primo tentativo a causa di un dolore alla coscia; non è da escludere una riacutizzazione del problema muscolare che lo accompagna da maggio. In finale, per l’Italia, ci sarà Francesco Inzoli, autore della miglior misura della mattinata con 8.34 metri, ma con vento oltre il limite (+3,1 m/s).
Deludente la prova del quattrocentista Lorenzo Benati, che esce di scena chiudendo la batteria in 46.23, più di un secondo oltre il suo primato stagionale.
Rebecca Sartori stacca il pass per le semifinali dei 400 metri con ostacoli, correndo il primo turno in 56.18.
Il martello di Sara Fantini atterra a 70.51 metri, garantendole l’accesso alla finale. Rachele Mori resta invece fuori dalle migliori dodici.
Obiettivo semifinali raggiunto dalle italiane dei 100 metri con ostacoli: Celeste Polzonetti, Giada Carmassi ed Elena Carraro. Da sottolineare la bella prova di Polzonetti, che si aggiudica la prima batteria correndo in 12.80 con vento contrario (-1.2 m/s).
Segnali molto positivi in chiave azzurra arrivano dal salto triplo: Erika Saraceni e Dariya Derkach sono prima e seconda nelle qualificazioni, rispettivamente con 14.50 e 14.42 metri. Per Saraceni si tratta del primato personale.
Leonardo Fabbri è il padrone assoluto della pedana del getto del peso: con 22.31 metri si prende il secondo titolo europeo consecutivo. Medaglia d’argento per Zane Weir, grazie ad un primo lancio di 21.12 metri. Nick Ponzio è sesto con 20.76.
Nella finale dei 5000 metri, Francesco Guerra, Konjoneh Maggi e Sebastiano Parolini chiudono rispettivamente al sedicesimo, diciannovesimo e ventesimo posto.
Non rientra tra le sedici finaliste dei 3000 metri con siepi Gaia Colli, 10:18.90 in batteria.
Nella staffetta 4×400 metri mista, dopo il podio conquistato a Roma nel 2024, l’Italia deve accontentarsi del sesto posto. Il quartetto azzurro composto da Mohamed Soudassi, Anna Polinari, Luca Sito ed Alice Mangione taglia il traguardo in 3:13.12.
Zaynab Dosso, apparsa decisamente meno brillante rispetto ai grandi appuntamenti al coperto, è settima nella finale dei 100 metri in 11.12. Si ferma invece in semifinale Gloria Hooper, che nelle batterie del mattino aveva eguagliato il proprio primato personale di 11.24.
Le finali: doppiette nel getto del peso, due titoli per la Norvegia
Finale del getto del peso donne dominata dall’olandese Jessica Schilder, che vince con oltre un metro di margine sulla seconda classificata, la connazionale Jorinde van Klinken. Terza la tedesca Yemisi Mabry, campionessa olimpica a Parigi.
Anche nel getto del peso maschile è doppietta: Leonardo Fabbri conquista l’oro con 22.31 metri, Zane Weir è d’argento con 21.12. Completa il podio lo svedese Wictor Petersson con 20.97 metri.
Alla sua prima gara dell’anno, il norvegese Jakob Ingebrigtsen si prende il titolo europeo nei 5000 metri davanti al tedesco Florian Bremm ed al francese Etienne Daguinos.
Due medaglie d’oro nella prima giornata a Birmingham per la Norvegia, che si aggiudica anche la staffetta 4×400 metri mista con il primatista mondiale dei 400 metri con ostacoli Karsten Warholm, Amalie Iuel, Andreas Ofstad Kulseng e la promettente Henriette Jæger. Argento per il Regno Unito e bronzo per i Paesi Bassi.
Il titolo di “donna più veloce d’Europa” va alla britannica Amy Hunt, che vince i 100 metri precedendo la polacca Ewa Swoboda e la belga Delphine Nkansa.
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