Calciomercato
Calciomercato Roma, il bicchiere è mezzo vuoto?
Il gong è suonato, a campionato iniziato e con le buone sensazioni lasciate dal campo. Eppure, la sensazione al termine del calciomercato è che per la Roma sia un’occasione mancata, nell’anno del centenario e quando le idee di Gasperini sembrano essere finalmente entrate in circolo.
Ci sono state diverse cose buone
Sarebbe sbagliato dire che tutto è andato male, assolutamente. La Roma ha rafforzato significativamente un reparto, la difesa, acquistando Koulierakīs e Balerdi. Anche negli altri quattro acquisti, c’è sicuramente del buono: Mora è il colpo dell’estate giallorossa, Castro ha dato un’alternativa credibile all’attacco, dopo qualche delusione e un giovane come Vaz che probabilmente non sarebbe bastato per reggere una stagione in Champions League.
Molina porta esperienza e migliora il reparto, mentre De Roon è un pretoriano di Gasperini, operazione a basso rischio e dalla potenziale alta resa, stante anche il tempo di adattamento al sistema praticamente assente.
In sostanza, la Roma ha creato una struttura di squadra più omogenea, in pieno stile “Atalanta Gasperiniana”, ossia avvicinando sensibilmente il livello di riserve e titolari, magari a discapito di qualche giovane promessa (Ziółkowski finito al Monza o lo stesso Vaz) o di giocatori in cui aveva puntato molto, ma che a conti fatti hanno deluso parecchio (El Aynaoui). In questo, in vista di una lunga stagione senza grossi momenti di relax, avere la possibilità di fare dei cambi senza disperdere il valore generale della rosa è un vantaggio non da poco.
I buchi nella rosa
Eppure non si può non rilevare che la rosa sia incompleta: dopo tre sessioni in cui era stato indicato come obiettivo primario dal suo allenatore, la Roma non ha ancora un’ala sinistra di piede destro. Anche quest’anno il leit motiv ha finito per diventare “meglio non sprecare i soldi, ci penseremo a gennaio”. Com’era stato ad agosto scorso, quindi a gennaio 2026. Tre sessioni sono abbastanza per parlare di errori di programmazione.
La rosa è anche priva di esterni a tutta fascia di piede sinistro, se non Salah-Eddine, fuori dal progetto tecnico di Gasperini e a questo punto possibile ancora di salvezza per dare completezza a un reparto che ha trovato Lulli quasi per caso ma che numericamente è ridotto rispetto ai cinque terzini di fine mercato estivo del 2025.
E a proposito di numeri, nella scorsa stagione, pur senza Mora, la Roma disponeva di sei trequartisti fissi e quattro attaccanti che hanno ruotato nel corso della stagione. Oggi, il numero è sceso a quattro trequartisti e due punte. Poco, a tratti pochissimo per chi ha giocatori che spesso sono finiti in infermeria, uno dei quali non ha neanche un allenamento alle spalle in questa calda estate. Sicuramente può essere un fattore negativo.
Il calciomercato della Roma ha vissuto momenti grotteschi
Non uno, non due, ma addirittura tre voli prenotati e tornati vuoti: prima Çelik per il rinnovo, poi Summerville e Leweling. Una situazione già vista in passato, ma diventata grottescamente amplificata.
A tutto ciò si aggiunga la questione Oosterwolde, con il giocatore acquistato infortunato, sbarcato a Roma e rimandato indietro per il mancato superamento delle visite mediche. Senza contare la gestione degli affari con le altre società, tra chi spinge per cedere giocatori che non vogliono partire (Leweling, appunto) e chi si impunta per giocatori ad accordi fatti (Mora), passando per il monitoraggio delle elezioni per la presidenza altrui (vedi affare Greenwood) e i giocatori che vorrebbero la Roma, ma che D’Amico ha sedotto e abbandonato (Malick Fofana).
Insomma, a livello di immagine, la Roma esce con le ossa rotte dal mercato. Di nuovo. E questo, al netto del buon esito delle prime di campionato, è qualcosa che deve far suonare più di un campanello di allarme.
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