Calcio
Milan, si pensa anche alle uscite: la situazione in difesa
Non ci sono solo gli acquisti in Casa Milan: le uscite tengono banco tanto quanto le entrate. L’importanza di assemblare la rosa e mettere ogni pezzo del puzzle al proprio posto. Questa resta la priorità assoluta.
Un diktat che Ruben Amorim ha messo in chiaro con la proprietà fin dal suo arrivo. Specialmente per quanto riguarda il pacchetto difensivo, così da rendere il progetto il più lineare possibile. Mentre continua la caccia al rinforzo che serve sul mercato, è già iniziato il tempo dei colloqui individuali con i calciatori attualmente in rosa. Considerati dal tecnico possibili esuberi o cedibili.
Tra questi, nel reparto arretrato del Milan per le uscite, spicca il nome di Fikayo Tomori. L’inglese sembra non rientrare nei piani del nuovo tecnico dopo diverse stagioni in rossonero, e la possibilità di una sua cessione è sempre più quotata. Per lui si registrano forti sirene dalla Premier League, che potrebbero riportarlo proprio in quel campionato da dove il Milan lo prelevò, sponda Chelsea.
Il più richiesto sul mercato resta senza dubbio Strahinja Pavlović, ma l’ex Salisburgo gode di una stima immensa da parte di tutto il club meneghino, che difficilmente se ne priverà, a meno di offerte davvero clamorose.
Discorso diverso per Koni De Winter, la cui situazione è ancora tutta da delineare. L’impressione è che il tecnico portoghese voglia valutarlo a pieno durante il ritiro estivo, non appena il belga si aggregherà al resto del gruppo, per capire quale direzione prendere.
Il punto fermo, al netto di entrate e uscite, è senza dubbio Matteo Gabbia. Cresciuto nell’universo rossonero, il centrale italiano rappresenta ormai un pilastro e un custode del “milanismo” puro. L’infortunio della stagione appena trascorsa lo ha tenuto fuori per un po’ di tempo: mesi fatali in cui il Milan ha perso certezze, scivolando in una crisi difensiva da cui non si è più ripreso.
Tante valutazioni e molti movimenti in vista. Nonostante un modo tutto nuovo di intendere la fase difensiva, il reparto arretrato resta un pallino fisso per la squadra. Il prossimo mese confermerà o rivoluzionerà una difesa che nell’ultimo anno ha funzionato solo a metà, ma che deve tornare a essere il fortino su cui poggiare le basi per risalire in alto.
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