Interviste Esclusive
Lorenzo Dalla Porta torna a vincere nel CIV: “La spalla mi ha impedito di far bene in Moto2”
Gli anni passano, ma la passione per i motori rimane per Lorenzo Dalla Porta che lo scorso 11 ottobre si è laureato campione italiano di Supersport. Per l’ex campione del mondo di Moto 3 si tratta di una liberazione dopo anni complicati che hanno costretto il 29enne pratese a rivedere la propria carriera, senza però mai abbandonare il rombo dei motori grazie anche al sostegno del Team Promodriver che lo ha accompagnato in questo trionfo nel Campionato Italiano Velocità (CIV).
Qual è il bilancio di questa stagione?
È stata sicuramente una stagione positiva. Erano tre anni che ci provavo e ogni volta c’era qualcosa che non riusciva a quadrare. Finalmente quest’anno siamo riusciti a far funzionare tutto. Fortunatamente, la moto non si è mai fermata e sono arrivato al traguardo in tutte le gare tranne una, nella quale ho centrato un pilota che era caduto davanti a me. Senza quell’episodio avrei concluso tutte le gare a punti, ed è stato un aspetto molto importante. Inoltre, a ottobre sono stato operato alla spalla per la terza volta e avevo davvero grossi problemi. L’intervento mi ha aiutato a ritrovare un po’ di quella forza che mi mancava ormai da tre anni, perché era da allora che convivevo con problemi alla spalla. Alla fine è andato tutto per il verso giusto e siamo riusciti a ottenere il risultato di cui avevamo bisogno.
Come ha ritrovato il CIV quando tre anni fa è tornato dopo oltre un decennio?
Sinceramente, i miei inizi risalgono al 2012 e non ricordo chissà che cosa di quel periodo. Sicuramente oggi c’è un bel livello, molto alto, nel CIV. Alla gara di Misano, per esempio, è venuto Farioli, un pilota che corre nel Mondiale e che riesce a stare davanti. Ce la siamo giocata con lui, sia io sia Antonelli, quindi significa che il livello del CIV è davvero buono. Non è un campionato dal quale vai al Mondiale e finisci ventesimo: se sei a posto, puoi stare davanti. Purtroppo, la difficoltà sta proprio nel riuscire a trovare la condizione giusta. Direi che oggi c’è un livello che in passato assolutamente non c’era.
Avendo già corso nel Mondiale Supersport, le piacerebbe tornarci?
Sì, ci andrei all’istante. L’obiettivo anche per quest’anno sarebbe stato quello, ma purtroppo non è mai facile riuscire a far quadrare certe situazioni. Per il 2027, almeno per il momento, non riuscirò a essere al Mondiale. La mia idea e la mia voglia, però, sono quelle di tornarci.
Cosa le ha lasciato il titolo iridato nella Moto3 ?
Tanti bei ricordi, perché poi non mi ha lasciato molto altro. Essere al Mondiale e riuscire a vincerlo è qualcosa a cui ambiscono tantissimi piloti. Fin da quando inizi la carriera, è quello che vuoi fare: il tuo obiettivo è arrivare lì e vincere. Io ci sono riuscito in quell’anno, quindi è un grandissimo motivo di orgoglio e sicuramente mi ha lasciato dei ricordi bellissimi.
In Moto2 ha invece fatto molta più fatica. Cosa le è mancato?
È mancata la mia spalla. Purtroppo, la Moto2 è una moto grande e pesante e, se non hai il fisico a posto, non riesci a guidarla a un livello ottimale per provare a stare davanti nel Mondiale. L’aspetto principale che è mancato, quindi, è stata purtroppo la mia condizione fisica.
Guardando ai suoi ex compagni e avversari, come vede la lotta per il Mondiale MotoGp?
Lo sto seguendo molto, perché è un momento davvero interessante. Tra l’altro, spero che Martin riesca a disputare la gara della Malesia, perché in MotoGP c’è una bella lotta tra Márquez e Martín. È un campionato avvincente. Per quanto riguarda i miei ex rivali, diciamo che provo un po’ di invidia nei loro confronti, sicuramente niente di più.
Oltre a gareggiare nel CIV, oggi sta portando avanti un progetto personale. Ce lo racconta?
Si tratta di una scuola di guida nella quale organizziamo corsi sia per piloti sia per semplici amatori alle prime armi. Facciamo corsi di guida e io scendo in pista con le persone, cercando di trasmettere loro l’esperienza che ho maturato nel corso degli anni.
Attraverso questi progetti, si possono individuare nuovi talenti italiani?
Certamente. Tra l’altro, durante l’inverno mi occuperò anche dei ragazzini, quindi sicuramente ci sarà questa possibilità.
Dove vorrebbe arrivare Lorenzo Dalla Porta in futuro?
Mi piacerebbe sicuramente tornare a un livello che mi permetta di competere per le prime posizioni nel Mondiale Supersport. Questo è il primo obiettivo. Poi, sai, dove si vuole arrivare dipende da tantissimi fattori. Per ora mi concentro sul tornare in forma e sul ritrovare la mia condizione fisica. Da lì sono sicuro che riuscirò anche a esprimermi molto meglio. Poi vedremo: questo mondo è sempre molto imprevedibile. Magari tante porte che oggi sembrano chiuse potrebbero riaprirsi in un attimo. Però non diciamo niente!
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