Interviste Esclusive
ESCLUSIVA – Ana Malesevic: “Quando Il Bisonte mi ha chiamato ho subito detto si. La Serie A1 è imprevedibile”

Il Bisonte Firenze sta facendo una stagione piena di alti e bassi. Al momento la squadra toscana ha un buon margine sulla zona retrocessione e cercherà sino all’ultimo di entrare tra le prime otto per disputare i play off della Serie A1. Tra le sorprese della squadra di Chiavegatti c’è la centrale serba Ana Malesevic che è intervenuta, in esclusiva, ai nostri microfoni. Queste le sue parole.
L’intervista esclusiva ad Ana Malesevic
Come ti sei avvicinata al mondo della pallavolo?
“Nella mia famiglia lo sport è sempre stato una tradizione, anche se mai a livello professionistico. Da piccoli si iniziava con il nuoto, per sviluppare bene il fisico, ma io non ne ero molto attratta. In quel periodo mia sorella giocava a pallavolo e ho voluto provare anch’io. Lei, però, poi è passata al basket perché non si sentiva nel posto giusto. Per me, invece, è stato diverso: la pallavolo mi ha conquistata. Ho amato il gruppo, gli allenamenti e l’ambiente. La consiglierei a tutti, soprattutto ai più giovani: le persone che incontri nello sport hanno una mentalità diversa rispetto a quelle che conosci a scuola o al lavoro. Lo sport è uno stile di vita: impegnativo, sì, ma bellissimo e formativo”.
Cosa ti ha portato a scegliere questo club?
“La storia del club è stata la prima cosa che ho pensato quando ho ricevuto l’offerta. Dal momento della chiamata non ho avuto esitazioni: è stato un “sì” immediato. Ho ripensato alle tante giocatrici importanti che hanno vestito questa maglia, soprattutto serbe, ma non solo, e la decisione è arrivata in modo naturale. Poi ho chiesto informazioni su obiettivi, visione e progetto, e ho trovato molte somiglianze con una mia esperienza precedente in un club che lavorava molto bene con le giovani”.
Come ti trovi in Italia e a Firenze?
“Il primo mese è stato turbolento, sia mentalmente sia fisicamente! Qui la pallavolo è velocissima e credo che il ruolo del centrale sia tra i più impegnativi sotto questo aspetto. Avevo bisogno di tempo per adattarmi ai ritmi di gioco e agli allenamenti. A volte resto ancora sorpresa dalla rapidità di alcune giocate, ma è proprio questo che rende il gioco affascinante: una sfida continua di tecnica e tattica, per un pallone, per un dettaglio.
E poi c’è Firenze… una delle città più belle del mondo. Però, quando sei straniera, la bellezza da sola non basta. Le mie compagne mi hanno aiutata tantissimo con la lingua, le abitudini e la vita quotidiana. L’unica vera impresa è stata imparare a guidare qui, tra traffico e parcheggi! Nella prima parte di stagione avevamo poco tempo libero, ma quando capitava c’era sempre qualcosa di bello da fare”.
Che rapporto hai con i tifosi?
“Credo che l’affetto sia cresciuto da entrambe le parti nel tempo. Non è semplice giocare nella stessa città di una realtà come Savino, che ha sempre il palazzetto pieno e grandi nomi. Ma un derby è un derby, e venendo da Belgrado, dove la rivalità sportiva è fortissima, so quanto conti. È stato speciale vivere un derby vero e combattuto.
Quando la gente ci incontra in città e vede ragazze alte, ci chiede sempre chi siamo: così invitiamo tutti alle partite e promuoviamo il nostro lavoro. Io e Jole notiamo che il palazzetto è sempre più pieno, ed è una soddisfazione enorme. La pallavolo senza pubblico perde la sua magia.
Che stagione è stata finora?
“È volata via. Abbiamo giocato spesso ogni tre giorni, quindi non c’era tempo per pensare troppo a vittorie o sconfitte. Abbiamo avuto un grande inizio, con tantissime partite al tie-break, poi un calo importante. Però siamo una buona squadra e quando ognuna fa la sua parte possiamo mettere in difficoltà chiunque.
Questo campionato è imprevedibile: puoi battere la prima e perdere con l’ultima. Non puoi mai rilassarti, ed è proprio questo il bello. Abbiamo affrontato tutto insieme, comunicando sempre. Superare il periodo negativo è stato difficile, ma lo sport è questo: ci siamo aiutate a vicenda e siamo ripartite”.
La sconfitta contro Milano che sensazioni vi ha lasciato?
“Un po’ di amarezza, soprattutto perché giocavamo in casa. Milano è fortissima, ma abbiamo regalato qualche punto di troppo. Quando hanno iniziato ad attaccare da tutte le parti, non siamo più riuscite a reagire. Contro squadre così, se non chiudi tu il punto, loro ti puniscono subito. Ora ci aspettano altre big come Conegliano e Novara: serviranno coraggio e fiducia, ma possiamo farcela”.
La prossima sfida?
“Uyba in trasferta. Ci hanno tolto punti all’andata che non ci hanno permesso di qualificarci ai quarti di Coppa Italia, quindi c’è voglia di riscatto. Non sarà facile, conosciamo il loro valore. Mi aspetto una partita intensa e spero che finisca a nostro favore!.
Se dovessi pensare ad un Dream Team o le giocatrici a cui sei più affezionata, chi sceglieresti?
“Domanda difficilissima! Seguire la pallavolo quando ne fai parte ti fa apprezzare ogni dettaglio ancora di più.
Come palleggiatrice sceglierei Maja Ognjenović e come opposto Tijana Bošković.
In banda Gabi e Fedorovtseva.
Libero senza dubbi Brenda Castillo, per l’energia incredibile che porta in difesa.
Al centro Milena Rašić, ed una tra Raphaela Folie e Cristina Chirichella ma non riesco a decidere tra le due!“.
Ringraziamo Ana Malesevic e l’Ufficio Stampa de Il Bisonte Firenze per l’intervista esclusiva.
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