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Serie A

Il Napoli chiude la stagione stendendo 1-0 l’Udinese al Maradona e saluta Antonio Conte: la sintesi e le pagelle del match

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Genoa Napoli le probabili
Rasmus Højlund in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Quest’oggi pomeriggio, alle ore 18:00, è andata in scena la partita fra Napoli e Udinese, sfida valida per la 38esima ed ultima giornata di Serie A: scopri qui di seguito la sintesi e le pagelle del match. Teatro della partita altro non è che lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli.

Il Napoli arriva alla partita, l’ultima della stagione, forte del successo ottenuto contro il Pisa che gli è valsa la qualificazione matematica alla prossima edizione della UEFA Champions League. Serve però chiudere definitivamente la corsa al secondo posto. E per farlo necessita ottenere anche solo un pareggio contro i friulani. Questo senza stare a guardare i risultanti di Milan e Roma, le dirette concorrenti dei partenopei.

Dall’altra parte, l’Udinese si presenta alla partita con poche pretese, se non con qualche rimpianto per la mancanza di continuità di risultati. I bianconeri arrivano al match dopo aver perso di misura, per 1-0 con la Cremonese, ma con una situazione di classifica più che ottimale, con il decimo posto a quota 50 punti. L’Udinese però sa come far male alle grandi – vedi il trionfo all’andata per 1-0, ma anche il successo, crica un mese e mezzo fa, per 0-3 a San Siro sul Milan. Di seguito tutti i dettagli della partita.

Il racconto del primo tempo fra Napoli e Udinese

Tutto è pronto allo Stadio Maradona per l’ultima di Antonio Conte all’ombra del Vesuvio: comincia Napoli- Udinese. Subito Napoli, micidiale. 1′, Alisson Santos entra in area, sterza all’improvviso, apre il destro rasoterra a giro sul secondo palo, Okoye si supera e la mette in corner. Poi due corner partenopei, tanta mischia e zuffa in area, ma che non porta nulla se non ad uno scontro fra Rrahmani e Okoye. 4′, lancio lungo di Di Lorenzo, a pescare Hojlund il qualche non aggancia bene e spreca la sua prima occasione. Passati questi primi minuti flash azzurri, il Napoli sembra quasi calare i ritmi di gioco. All’improvviso ciò che non ti aspetti: in un allungo, Alisson si ferma all’improvviso e crolla a terra: è sostituito dopo nemmeno 10 minuti da De Bruyne.

13′, scatto Napoli: Di Lorenzo apre sulla fascia per Hojlund, murato in rimessa. 14′, ecco l’Udinese: Atta serve corto Davis, il bomber calcia angolato ma viene deviato da un ottima copertura di Rrahmani. Poi gran botta da fuori area di Karlstrom, Meret però si supera. Di qui in poi l’Udinese alza i giri del motore ed entra in partita, gestendo il possesso del pallone nella metà campo napoletana. Dopo forse il momento migliore dei bianconeri, è il Napoli a colpire con il suo bomber, Hojlund. De Bruyne trova un assist visionario e millimetrico per Hojlund, il quale attacca l’area, e incrocia perfettamente. 1-0 Napoli. 27′, Hojlund lavora il pallone per McTominay, lo scozzese scarica la bomba: alta sopra la traversa. 32′, su un grande suggerimento di KDB, Lobotka porta palla, trova Elmas, ma viene murato. Un esplosivo Hojlund si lancia in area, poi viene atterrato da Kabasele in area di rigore. Contatto non giudicato falloso dal direttore di gara. Nelle fasi finali del primo tempo è il Napoli a mantenere il possesso di palla, senza essere realmente pericoloso. Termina dunque 1-0 per i partenopei la prima frazione di gioco.

La sintesi della ripresa fra Napoli e Udinese

Il direttore di gara Zanotti fischia l’inizio della ripresa fra Napoli e Udinese. Ripresa che comincia su ritmi blandi sotto porta, ma con grande aggressività ed intensità in mezzo al campo. Questo in quanto entrambe le squadre vogliono cercare di primeggiare nella mediana per riuscire ad avere lo slancio prezioso per offendere. Le occasioni però faticano a vedersi. Anzi proprio non ci sono. Vuoi un po’ anche per il caldo e l’afa presenti quest’oggi al Maradona. L’Udinese prova a cambiare il sistema di gioco, inserendo un attaccante – Gueye – al posto di Piotrowski. Ma la situazione non cambia. Delle opportunità da gol nemmeno l’ombra.

All’improvviso lo scossone che può scuotere il match. A palla lontana, Kabasele ferma un giocatore del Napoli fallosamente. Il difensore prima viene ammonito, poi l’On Field Review aiuta l’arbitro a cambiare decisione: è espulsione per l’ex Watford. Udinese in dieci. Il Napoli ora prova a scuotersi con l’azione personale di Politano: si accentra, colpisce da fuori area, ma è impreciso e maldestro. 72′, triangolo Atta-Buksa, ma è un nulla di fatto. Il Napoli risponde immediatamente: Hojlund tiene il possesso del pallone, entra in area lateralmente, serve McTominay, calcia a porta scoperta: incredibilmente fuori misura! 75′, KDB per Politano, si gira calcia rasoterra, facile per Okoye. 84′ si vede Atta: cavalca la sinistra, ma viene egregiamente chiuso dal capitano azzurro. Di qui in poi poco da segnalare.

Vince quindi il Napoli per 1-0 sull’Udinese grazie al gol di Hojlund. Al termine della partita, lo Stadio Diego Armando Maradona rende omaggio ad Antonio Conte, il quale saluterà la oscietà partenopea. Manca solo più l’annuncio ufficiale. Il tecnico fa il giro del campo, si ferma a fare foto in modo da celebrare e ricordare al meglio il momento. Si prende inoltre gli applausi di un Diego Armando Maradona completamente in piedi per lui. Antonio Conte che non parlerà di fronte ai microfoni di Dazn, ma parlerà in conferenza stampa insieme al presidente Aurelio De Laurentiis (il quale proprio oggi compie gli anni).

Napoli – Udinese: le pagelle dei partenopei

Meret: 6 Per l’estremo difensore, grande ex della partita, una gara senza troppi patemi. Qualche parata l’ha compiuta, soprattutto nel primo tempo. Preciso e reattivo quando serve e tiene la porta inviolata quando serviva per consolidare il secondo posto. Sufficienza piena e più che meritata. (80′ Contini sv)

Di Lorenzo: 6,5 Il capitano conferma il proprio momento d’oro. Stavolta non è utile in fase offensiva, anche perché non necessita. Però annienta totalmente l’apporto realizzativo di Atta, in più, insieme a Rrahamani è davvero letale nell’arrestare lo strapotere fisico di Davis. Insomma, è tornato dallo stop in splendida forma e lo continua a confermare. Per lui il fatto che il campionato sia concluso è quasi un dispiacere.

Rrahmani: 6,5 Quanto era mancato questo Amir Rrahmani al Napoli. Presente, puntuale in copertura e dominante in areai di rigore. Sovrasta totalmente Davis, il quale – vuoi anche per un po’ di stanchezza – pecca di lucidità in fase realizzativa. Il kosovaro compie un’ottima partita, pulita, precisa e preziosa, utile al fine di conquistare il massimo obiettivo con il minimo sforzo.

Olivera: 6 Una buona partita la sua, considerando che non avrebbe dovuto giocare, il suo compie. Una partita buona e senza grandi sbavature. Utile a non far subire gol al suo Napoli. (46′ Juan Jesus: 6,5 Subentra nella ripresa, proprio perché serviva la sua grinta, la sua fame per lasciare il segno. Questo per chiudere ogni speranza di rimonta dei friulani. E così è stato. Grande carisma, esperienza e pulizia tattica. Qualcosa soffre nel finale con Davis, ma la sua presenza è fondamentale per chiudere la retroguardia della sua difesa.)

Politano: 6,5 Una costante lungo tutta la fascia. Corre, accorcia quando serve e si fa trovare pronto per supportare le falcate di un Hojlund in forma smagliante. Alcune volte va anche al tiro, senza però trovare la gioia personale. Non a caso, quando viene sostituito per Mazzocchi, viene coperto di applausi da tutto il Maradona. (80′ Mazzocchi sv)

Lobotka: 6 Una partita buona, senza infamia né lode, ma utile per schermare la propria retroguardia e per gestire al meglio la manovra difensiva azzurra. Una partita condotta senza nemmeno forzare troppo. Il guaio fisico poi lo lascia senza forze, azzoppato in mezzo al campo. (37′ Gilmour: 5,5 Subentra al posto di Lobotka e non aveva una grande partita di fronte. Sarà il fatto che gioca pochissimo, se non nulla. Sarà il fatto che tornava anche lui da un lungo infortunio. Quel che è che fatica sin dall’inizio. Fatica nella gestione del pallone, non dà le sicurezze necessarie ai suoi, inoltre sbaglia anche qualche passaggio chiave. Insomma, non la migliore prestazione la sua.)

McTominay: 5,5 Una partita nel quale lo scozzese non è riuscito a lasciare il segno. Forse tradito dalla stanchezza e da una stagione lunga e complessa. Fatto sta che non riesce proprio a lasciare il segno. I suoi inserimenti vincenti purtroppo non si vedono ed il suo strapotere fisico fatica a lasciar segno, se non nelle battaglie a centrocampo. Quest’ultima partita però non cancella quanto di buono compiuto in stagione.

Gutierrez: 6 Gioca al posto di uno Spinazzola acciaccato, l’ultima della stagione di fronte al Maradona, perfetta per lasciare il segno. E invece lo spagnola fatica a lasciare il segno. È utile in fase difensiva, ad arretrare il proprio raggio d’azione. Ma nella manovra offensiva si vede poco, spesso compassato ed in ritardo. Poteva far decisamente meglio, per fortuna a decidere la partita ci pensano altri giocatori.

Alisson Santos: sv (9′ De Bruyne 7: L’infortunio del brasiliano ci ha dato la possibilità di ammirare un De Bruyne in forma scintillante. Giocate, passaggi e visione di gioco da vero campione e veterano quale è lui. Non a caso l’assist millimetrico e preciso per il gol vittoria lo dimostra. Nella ripresa cala i ritmi di gioco, complice un po’ di stanchezza e l’afa davvero alta in quel di Napoli.)

Elmas: 6 Una partita che fotografa la sua attuale stagione. Ovvero sempre presente quando può. Su di lui puoi contare, ma che fatica tremendamente in fase realizzativa. Appena una marcatura in Serie A per il macedone. Ciononostante Elmas è prezioso nella manovra offensiva, per il suo lavoro, ma la sua disponibilità e per la sua capacità di trovare aprire varchi quando essi non ci sono o sono limitati.

Hojlund: 7,5 Un rapace, una fame pazzesca per il bomber danese. Sarà il gol ritrovato dopo più di due mesi contro il Pisa. E infatti quest’oggi a lasciare il segno è una sua zampata. Decisivo quando serve e letale sotto porta, poi più volta trascina la sua squadra là davanti. Un autentico punti di riferimento. Nella ripresa manda in porta persino McTominay per il bis, ma lo scozzese fallisce clamorosamente a porta vuota.

All. Antonio Conte: 7 L’ultima di Antonio Conte allo Stadio Diego Armando Maradona altro non poteva essere. Grinta, voglia di lasciare il segno, fame e cattiveria sino all’ultimo scampolo di partita. Una prova che dimostra appieno il suo valore, la sua figura, ma anche quanto lui ci tenga a lasciar al meglio il Napoli: ovvero con una vittoria. E ci riesce, nonostante le defezioni continue, anche all’ultima giornata, nonostante l’afa, il caldo ed un avversario di tutto rispetto. E gli applausi ricevuti a fine partita da tutto il Maradona, in pieni per l’allenatore che ha portato in dote il quarto Scudetto la passata stagione, lo dimostrano appieno. Mancherà un sacco ai tifosi un allenatore del suo calibro.

I voti dell’Udinese

Okoye 6,5; Kristensen 5,5 (59′ Bertola 6), Kabasele 4,5, Solet 6; Ehizibue 6, Karlstrom 5 (59′ Buksa 5,5), Piotrowski 5,5 (55′ Gueye 6), Zemura 5,5 (80′ Mlacic sv); Atta 5, Miller 5,5; Davis 5,5 (80′ Zarraga sv). All. Kosta Runjaic: 6




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