Atletica leggera
L’atletica piange Livio Berruti, l'”Angelo” dagli occhiali scuri che emozionò Roma 1960
A poche ore dall’inizio degli Europei in programma a Birmingham (Inghilterra), l’atletica italiana perde uno dei suoi campioni più eleganti. A ottantasette anni si è spento a Torino Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma 1960, ma soprattutto un’icona di stile per via dei suoi occhiali da sole scuri che lo hanno reso celebre nel corso della sua carriera.
Laureato in chimica, l’“Angelo” (come era stato soprannominato per la sua falcata tanto leggera quanto potente) sorprese tutti nella rassegna a cinque cerchi casalinga dove riuscì a ribaltare ogni pronostico che vedeva gli statunitensi dominare da sempre su quella distanza.
In grado di eguagliare il record del mondo in 20″5 manuale in semifinale, Berruti si ripeté in finale allo Stadio Olimpico lanciandosi sulla fettuccia del traguardo con quell’eleganza che lo avrebbe sempre accompagnato anticipando di un decimo un incredulo Lester Carney e di due il francese Abdoulaye Seye.
Primo europeo a centrare quel successo, Berrutti divenne celebre anche per un presunto “flirt” con Wilma Rudolph, la “Gazzella Nera” che dominò la velocità femminile in quell’edizione. Le immagini di loro due mano nella mano in giro per Roma fecero la storia, nonostante il rapporto si trasformò in una profonda amicizia che legò i due atleti ben oltre il termine delle loro carriere.
Nonostante quattro ori alle Universiadi e due ai Giochi del Mediterraneo, il torinese non riuscì più a ripetersi a livello internazionale come quanto visto a Roma partecipando comunque alle Olimpiadi Estive di Tokyo 1964 e Città del Messico 1968 dove comunque ottenne un quinto posto nei 200 e due settime piazze con la staffetta 4×100 metri.
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