Serie A
Blackout Milan-Bologna: analisi di un crollo preoccupante
La serata di San Siro di Milan-Bologna si è chiusa con un verdetto che brucia terribilmente e lascia cicatrici profonde nell’ambiente rossonero. Contro il Bologna, il Milan ha letteralmente buttato via una partita che sembrava saldamente in pugno. Offrendo nei minuti finali uno spettacolo sconcertante di totale amnesia collettiva. Nonostante una situazione d’emergenza infortuni che aveva costretto Rúben Amorim a ridisegnare l’undici titolare, la squadra aveva costruito i presupposti per portare a casa l’intera posta in palio. Salvo poi sciogliersi sul più bello con un blackout incomprensibile.
Per oltre un’ora di gioco, i rossoneri avevano interpretato il match con la giusta applicazione tattica. Trovando il vantaggio e gestendo il possesso con maturità e decisione. Tuttavia, quando la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e la gestione dei ritmi richiedeva massima lucidità e pragmatismo, il Milan ha completamente spento la luce. Questo crollo verticale porta inevitabilmente in mostra i limiti strutturali della rosa costruita in estate. Un organico che, nonostante le indubbie qualità dei singoli titolari, mostra una coperta oggettivamente corta. Oltre ad una preoccupante carenza di alternative all’altezza, nei momenti in cui la stanchezza e le assenze pesanti falcidiano il gruppo. Inoltre, le scelte del tecnico ex Sporting non sono state completamente felici. Nell’istante in cui la gara stava sfilando via di mano, i suoi accorgimenti non erano in linea con il momento. I suoi continui cambiamenti troppo spesso hanno segnato un match già particolare sulla carta.
La retroguardia ha iniziato a concedere spazi enormi. Centrocampo e attacco si sono sfilacciati e i cambi dalla panchina, condizionati da lacune qualitative e numeriche ereditate dalle strategie estive, non hanno garantito quel filtro e quella freschezza necessari,per blindare il risultato. Il Bologna, abile a crederci fino all’ultimo secondo, ha punito le reiterate indecisioni della retroguardia di casa. Trovando il pareggio e il vantaggio nel giro di una manciata di secondi. espugnando un Meazza che si è visto portare via i tre punti da sotto il naso.
Questo grave passo falso rappresenta un campanello d’allarme fortissimo per Amorim. Il tecnico portoghese dovrà lavorare duramente sull’aspetto mentale. Fare di necessità virtù con i limiti attuali della rosa: una squadra che punta ai vertici non può permettersi di sciogliersi così.
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