Serie A
Pellegrini: “Banda del sesto posto? Mi fa ridere. Il gol al derby ha cambiato tutto”
Lorenzo Pellegrini, capitano della Roma, si è raccontato in una interessante intervista al Corriere dello Sport, ripercorrendo i momenti della stagione, la frustrazione degli anni passati per il mancato raggiungimento della Champions League e un parere sulla serie A, campionato troppo criticato.
L’intervista di Pellegrini
BANDA DEL SESTO POSTO: “È vero. Però adesso possiamo definirci quelli della banda del terzo, un po’ meglio no? Ammetto una cosa: il nome mi fa pure ridere. Ma in realtà siamo un gruppo che ha sempre dato tutto. Abbiamo vinto un trofeo, fatto una finale, due semifinali e ora siamo tornati in Champions. Abbiamo disputato ottime partite, altre invece molto brutte, come tutti. Ma non abbiamo cacciato allenatori o deciso tutto dentro Trigoria. Mai“
RITORNO IN CHAMPIONS LEAGUE: “Gasperini ci ha sempre creduto, ci ha trasmesso la sua grinta, e l’arrivo di Malen ci ha aiutato tanto. Ha davvero una qualità incredibile, è uno che fa la differenza. La felicità è immensa, per noi e per i tifosi, era frustrante dare tutto e non riuscire ad arrivare. È stata una liberazione. Siamo contenti anche per la proprietà che ha sempre investito tantissimo“
MOMENTO DELLA STAGIONE: “Un momento che ha cambiato tutto per me: il gol al derby. Lo metto tra i più belli con la maglia della Roma, forse uno dei primi due. Perché? Io al destino ci credo, se ti impegni le cose belle tornano indietro. Da quando mi sono operato, credetemi, non c’è stato giorno in cui io non mi sia allenato, a volte anche tre volte al giorno. E che succede? Succede che gioco la mia prima partita dopo quattro mesi e mezzo di infortunio, al derby, titolare, perché il mister mi dà questa opportunità e faccio gol. Ero emozionato, felice, appagato. Ho pianto. Non ho preparato quella partita in una settimana, ma in tutti i mesi precedenti. E non perché era il derby, per quanto è sempre bello segnare contro di loro, ma per tutto quello che c’era dietro“
TIRANA: “Alzare un trofeo da capitano della Roma è un sogno“
FUORI DAL CAMPO: “Sono timido? Parlo poco? Chiuso? E pazienza. Io sono così. Ma perché devo far finta? Io dimostro quello che sono con la mia famiglia, con i miei figli e nel mio lavoro. L’amore per la Roma lo mostro in campo, a Trigoria, non certo con un post in più o in meno. Mi pesa a volte essere giudicato male? Sì. Ma sarebbe più pesante fingere di essere chi non sono“
NASCITA DEL FIGLIO: “Faccio chiarezza. Io avevo un volo privato a Ciampino pronto dalla mattina, mio figlio è nato dopo le 19, la partita era alle 20:45. Il travaglio è stato lungo, il parto diciamo intenso e non aggiungo altro. Come avrei potuto lasciare mia moglie da sola? Lo rifarei ancora oggi“
MONDIALE: “Non so se sarei stato convocato, Gattuso è stato onesto con me quando abbiamo parlato, ho capito perché poi ai playoff non mi ha portato, ha puntato sul gruppo che era arrivato fin lì. Io avrei continuato con lui anche dopo l’eliminazione con la Bosnia“
LIVELLO SERIE A: “Davvero così scarsa? Non credo, quest’anno siamo andati tutti male nelle coppe ma pochi anni fa abbiamo portato tre italiane in finale in tutte le competizioni, l’Inter l’ha fatta lo scorso anno. Il divario c’è con la Premier? Sì, ma per il resto penso che il nostro sia un campionato competitivo“
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