Calciomercato
Rodrigo Mora è la scelta giusta per la Roma?
Il mercato estivo della Roma si illumina di talento puro con l’affondo decisivo per Rodrigo Mora. Prelevato dal Porto con una formula articolata (25 milioni e il 50% della percentuale sulla rivendita, che potrà essere annullata pagando una somma di 20 milioni), il classe 2007 portoghese sbarca nella capitale dopo una stagione difficile alla corte di Farioli, ma anche portandosi dietro l’etichetta di predestinato e di uno dei profili offensivi più fulgidi del panorama europeo.
Nel sistema di Gian Piero Gasperini, la trequarti è il laboratorio creativo in cui si decide la superiorità numerica e posizionale. Con l’arrivo di Mora, la Roma si assicura un trequartista brevilineo, capace di accendere la luce negli ultimi trenta metri e di interpretare il ruolo con un mix unico di imprevedibilità, visione di gioco e, al netto dei numeri in calo nell’ultimo campionato, un discreto fiuto per il gol.
Rodrigo Mora, l’identikit del nuovo acquisto della Roma
Cresciuto nel settore giovanile dei Dragões, Rodrigo Mora (168 cm di puro talento, con struttura corporea da trequartista classico), il portoghese fa della rapidità di esecuzione la propria arma principale.
Mora sfrutta il proprio baricentro basso per dribbling stretti, con cui si gira in un fazzoletto di campo per eludere la prima pressione avversaria. In fase di possesso, la sua dote principale consiste nel guadagnare metri palla al piede, spezzando le linee del centrocampo avversario, motivo principale per cui Farioli ha tentato di arretrarne la posizione e farne un intermedio nel corso dell’ultima stagione a Oporto.
Pur essendo principalmente un rifinitore, il classe 2007 vanta una straordinaria facilità di tiro. Calcia con disinvoltura con entrambi i piedi: pur non difettando in potenza, la maggior pericolosità nasce dalla precisione chirurgica dalla media distanza, con cui minaccia gli avversari ogni volta che converge dalla trequarti.
Una delle qualità che permetterà alla Roma di lucrare sul suo nuovo acquisto risiede nell’estremo altruismo di Mora: la sua spiccata propensione a creare occasioni per i compagni (chances created ai vertici dei percentili europei tra i prospetti Under 21) lo rende il partner ideale per attaccanti dinamici come Santiago Castro o Donyell Malen.
Somiglianze e differenze con i trequartisti gasperiniani
Per capire dove si colloca Rodrigo Mora nello scacchiere tattico, è stimolante metterlo a confronto con i trequartisti e le “fantasie” che hanno fatto la fortuna di Gasperini (Ademola Lookman, il Papu Gomez, Josip Iličić e Charles De Ketelaere) e con il rendimento di Lorenzo Pellegrini nella passata stagione a Roma.
Occorre dividere gli ex atalantini in due tronconi principali. Come caratteristiche, Mora si avvicina di più, idealmente, al tipo di giocatore rappresentato da Iličić o De Ketelaere, un trequartista capace di partire da posizione laterale, ma senza gli istinti dell’ala. Per contro, la posizione sarà quella alla sinistra della punta, occupata a Bergamo da Lookman e Gomez.
In tal senso, occorre dire che Mora si colloca esattamente al centro in termini di dribbling riusciti, risultando al di sotto delle ali viste alla Dea. Pur essendo sopra al solo Lookman in fatto di xA, i valori sono già ottimi: con 0,24 xA è già oggi nel 91° percentile e addirittura nel 95° per azioni da tiro create (dove Gomez e Iličić toccavano vette irreali). L’aspetto in cui si differenzia maggiormente dalle ali di Gasp è quello della pressione: con 14,5 pressioni riuscite è al di sotto di Lookman e Gomez, ma al di sopra dei due trequartisti (dove, a dire il vero, pesa la pigrizia endemica dello sloveno).
La differenza con Pellegrini e il possibile salto di qualità
Già oggi Mora è a livelli top in fatto di passaggi chiave (2,65, 92° percentile) e azioni da tiro create (4,20l, 95° percentile). La cosa che dimostra l’importanza potenziale del nuovo arrivo è il confronto con la passata stagione di Lorenzo Pellegrini, che evidenzia il salto di qualità in termini di imprevedibilità cercato dalla Roma: Mora gli risulta superiore in tutti i dati.
Pellegrini ha offerto un lavoro di grande equilibrio e raccordo posizionale, elementi chiave alla base del suo rinnovo, ma con metriche di rifinitura più conservative (0,17 xA e 2,80 azioni da tiro create), soffrendo spesso nei duelli a salire palla al piede (44% di dribbling riusciti). Mora alza esponenzialmente l’indice di pericolosità individuale: rompe le linee difensive avversarie con il dribbling secco, costringendo i difensori avversari al raddoppio sistematico e liberando praterie per gli inserimenti dei centrocampisti o dei quinti.
L’investimento su Rodrigo Mora certifica l’ambizione della Roma di Gasperini: un colpo di prospettiva, ma anche con utilità immediata, grazie all’innesto di un talento cristallino pronto a prendersi le chiavi della trequarti. Con la sua straordinaria combinazione di dribbling nello stretto, visione di gioco e pericolosità balistica, il portoghese rappresenta l’anello di congiunzione perfetto tra centrocampo e attacco. Se l’impatto con la Serie A ricalcherà le premesse tecniche e i numeri strabilianti registrati in patria, Gasperini potrà disporre del suo nuovo direttore d’orchestra tascabile, pronto a far cantare l’Olimpico.
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