Calcio
Pioli: “Ho sfiorato la panchina della Nazionale italiana, non da moltissimo”
Stefano Pioli è tornato a parlare del proprio futuro e di quello del calcio italiano. L’ex tecnico di Milan e Fiorentina, è tornato a parlare ai microfoni di Sky Sport durante la trasmissione Sky Calcio Club, affrontando diversi argomenti legati alla sua carriera e all’attuale stagione di Serie A 2026/2027.
Pioli: “ A Firenze credo di aver sbagliato alzando troppo l’asticella. Su Fabregas e Gasperini…
Di seguito le dichiarazioni del tecnico italiano: “Ho sfiorato la panchina della Nazionale italiana, non da moltissimo”. Sulla vittoria della Juventus contro il Napoli: “La Juve ha tanti esterni, ha fuori Yildiz e Conceicao e penso che la coppia Kolo Muani e Woltemade abbia un senso. Credo sia stato bravo Luciano ad interpretare bene la partita, i cambi gli hanno dato ragione e sono stati premiati.
Sull’ultima esperienza alla Fiorentina e la voglia di tornare: “In questo momento mi manca allenare. Dopo l’esperienza di Firenze… lì ci tenevo tanto a fare bene e invece è andata male, ho avuto bisogno di staccare. Ho avuto qualcosa dall’estero ma non l’ho preso in considerazione. Credo di aver sbagliato ad avere alzato troppo l’asticella in un’ambiente cosi caloroso e cosi passionale ho messo sotto pressione la squadra e non ce n’era bisogno. Qualche risultato poteva essere diverso per le prestazioni che abbiamo fatto però le pressioni che ci sono state non ci hanno permesso di esprimerci.
Su Fabregas e Gasperini: “Il Como ha messo al centro la figura dell’allenatore, la figura di Cesc. Ho visto delle cose interessanti. Ha scelto giocatori funzionali, sono tutti giocatori che sanno stare in campo che si sanno smarcare e sanno muoversi.
È il primo anno che fanno le coppe, si stanno prendendo delle grandi soddisfazioni. Stanno continuando sulla loro strada con grande qualità e grande convinzione, è un bellissimo ambiente. Ogni allenatore ha il suo modo di giocare. Tra Gasperini e Fabregas c’è distanza, ma entrambi propongono un calcio spettacolare e offensivo. Ci sono diverse mentalità e diversi modi di approcciare la partita. Ci sono tanti modi per arrivare a un risultato positivo.”
Sullo scudetto con il Milan: “Credo che la bravura dell’allenatore sia adattarsi alle caratteristiche dei giocatori. In quella squadra lì avevo giocatori che se li facevo difendere bassi li mettevo in difficoltà.
Dipende sempre dall’intensità e dell’energia con la quale pressi in avanti, o stai basso o stai alto ma se vuoi stare alto devi farlo con un’intensità importante. L’anno dello scudetto Rafa è stato devastante, quando si vince si crea qualcosa di particolare nello stesso gruppo di lavoro. Post scudetto non siamo stati bravi io, Paolo (Maldini, ndr) e Ricky (Massara, ndr), ma anche lui. Rafa non può seguire un terzino fino in fondo, può farlo ma poi non lo fa”.
Sul Milan di Amorim: “Moreira come Leao? L’ho visto anche contro il Sassuolo è mi ha impressionato. Lui e Rabiot hanno una gamba davvero importante. Il Milan ha fatto un’ottima partita, Maignan ha fatto una grande parata… però con i primi 11 è una squadra forte per davvero, quando Amorim ha fatto qualche cambio in più ha fatto più fatica”.
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