Automobilismo
Kimi Antonelli è Campione del Mondo di F1! Le tappe di una stagione magica
Alla sua sola seconda stagione in F1, Kimi Antonelli corona il suo sogno: vincere il Mondiale 2026 di Formula Uno! Qui a Città del Messico Kimi Antonelli raggiunge quei due punti che gli mancavano per conquistare il Titolo Piloti con ben quattro gare d’anticipo. Ed è un risultato tanto strepitoso quanto “storico“: un italiano che torna a trionfare dopo un’eternità. Dopo ben 73 anni da Alberto Ascari, nel 1953. Sembra strano a dirsi, tanto più a parlarne. Ma finalmente è realtà. E per di più da un ragazzo simpatico, giovanissimo, sorridente e “alla buona”. Insomma il miglior spot per il motorsport italiano, assente per troppo tempo dalla vetta delle quattro ruote, se non per la Ferrari occasionalmente.
Il pilota bolognese è stato autore di una cavalcata straordinaria, composto da tanti alti (i 9 successi in questa stagione, gli stessi di Charles Leclerc in tutta la sua carriera), ma non solo. Anche parecchi bassi (i ko improvvisi per guasti tecnici come successo a Barcellona e Silverstone, guarda caso le uniche due vittorie Ferrari). Un percorso che lo ha reso per larghi tratti imbattile e insuperabile. Un percorso che lo ha consacrato come dominatore assoluto del Mondiale 2026 di F1. Già, ma qual è stato il percorso di Kimi Antonelli sinora? Andiamolo a scoprire nel dettaglio.
Il cammino che ha consacrato Campione di F1 Kimi Antonelli
Kimi Antonelli è il neo Campione del Mondo di F1, ad appena 20 anni. È il più giovane della storia a raggiungere questo traguardo. Talmente giovane da battere il precedente record appartenente a Sebastian Vettel nel 2010. Qui l’ex pilota tedesco ebbe 23 anni e 134 giorni. Un cammino straordinario e incredibile, iniziato nel GP d’Australia, ma culminato in quel di Shanghai. A Melbourne Kimi riuscì a conquistare il secondo posto a soli 3 secondi da un arrembante Goerge Russell. Il primo squillo del pilota classe 2006 è arrivato però al Gran Premio di Cina. Qui fu proprio Kimi ad imporsi sul compagno squadra, beffandolo sul più bello. Una vittoria che mostrò a tutto il mondo il potenziale gigantesco di Antonelli.
Si arrivò così al Gran Premio del Giappone. Qui Andrea riuscì a fare ciò che quasi nessuno si aspettava: bissare il successo all’Albert Park e diventare leader del Mondiale di F1. Il più giovane a riuscirci. Un traguardo tanto impensabile quanto straordinario. Chi l’avrebbe mai detto? Il tutto grazie ad un Safety Car che lo salvò dopo una partenza tutt’altro che ottimale. Si sbarcò poi oltreoceano, in America. Prima in Florida a Miami, poi in Canada a Montréal. Il copione fu sempre lo stesso: terza e quarta vittoria in tasca. Due vittorie frutto sì della miglior macchina a disposizione, ma anche della continuità, dell’efficacia e della concretezza di un Kimi Antonelli sempre più leader iridato. E Russell è annientato. Vuoi un po’ per fortuna o per condizioni favorevoli, fatto sta che il talento del numero 12 si fa più vivo e ardente che mai.
La prova della verità a Monaco e le prime difficoltà a Barcellona e Silverstone
Archiviata questa breve tappa in America, è tempo di approdare in Europa. E dove se non a Monaco per il circuito cittadino d’eccellenza? E proprio qui, serviva una prova di carattere, tanto coraggiosa quanto stellare per consacrarsi come uno dei talenti più brillanti. Così è stato. Gara condotta in lungo ed in largo davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton e quinto successo di fila raggiunto. Una dimostrazione di forza strepitosa e sbalorditiva, frutto della facilità di adattabilità di Antonelli con il nuovo regolamento.
In virtù di leadership più consolidata, Kimi si presenta a Barcellona in una condizione fisica e mentale devastante. Il bolognese punta dritto a raggiungere la sua settima vittoria consecutiva. E invece così non sarà. Già perché Andrea nulla ha potuto contro lo strapotere di Sir Lewis Hamilton, vincitore della sua prima gara in Ferrari. Kimi, inoltre, si è dovuto arrendere a causa di un guasto tecnico alla sua power unit. Proprio quando aveva appena superato Russell ed aveva guadagnato la seconda posizione. In Austria, fra le colline della Stiria, Antonelli non andò oltre il terzo posto. La grande delusione arrivò nel weekend successivo, in Gran Bretagna.
Nel GP di Silverstone, proprio quando Antonelli stava guadagnando su Leclerc in testa alla gara, arrivò il secondo colpo di scena. A causa di un cedimento strutturale, Antonelli dovette rinunciare ai sogni di vittoria. È da segnalare però la sua resistenza: stoica ed eroica come da tempo non si vedeva. Da applausi la grinta con cui Kimi fa il possibile per tenere in pista la sua Mercedes-AMG F1 W17. Il n° 12 dovette però arrendersi alla sfortuna e terminare la gara in un anonimo 16° posto. Un periodo complesso, una piccola crepa in una stagione dominante. Un periodo negativo che avrebbe rischiato di risucchiare quasi ogni pilota. Ma non Kimi Antonelli.
Il ritorno al successo per Kimi Antonelli all’Università della F1 e il filotto di podi prima dell’exploit
La F1 prosegue imperterrita nel suo giro attorno all’Europa: siamo arrivati in Belgio, nella cosiddetta “Università del motorsport“. Qui Kimi Antonelli dimostra appieno la sua forza mentale e la sua fluidità di guida. Non solo domina in lungo ed in largo, ma nel finale resiste anche agli attacchi della Ferrari di Charles Leclerc. Arriva così la sua sesta vittoria stagionale, a rafforzare ancor di più la sua leadership nel Mondiale. Poi in un circuito così complesso quale è Spa-Francorchamps.
Di qui in poi, altri due Gran Premi, Ungheria e Olanda, nel quale però non arrivano vittorie, ma due podi estremamente utili per far incetta di punti. In quel di Budapest, Kimi è persino fortunato – dote che di certo non gli è mancata nel corso della stagione – per il ko tecnico di Oscar Piastri. Mentre invece sulla riva del mare di Zandvoort, Antonelli dovrà “accontentarsi” di un validissimo secondo posto alle spalle dell’imprendibile Lando Norris.
La prova che consacra il Talento al Campione: il trionfo di Monza dalla 19° casella
La vera impresa per il Mondiale di F1 di Kimi Antonelli arriva domenica 6 settembre. Qui nella sua Italia, a Monza. Andrea è costretto a partire dalla 19esima casella a causa di una penalità legata alla sua Power Unit. Tutto il team sapeva a cosa si sarebbe andato incontro, ma mai più ci ci aspettava una prestazione di questa portata. Il pilota di casa, supportato da un tifo incredibile, non si scoraggia. Anzi, è carico come non mai. Già dal via rimonta posizioni su posizioni, compiendo sorpassi uno dietro l’altro sino ad arrivare in pochi giri stabilmente nella top ten.
Grazie ad una Virtual Safety Car, non solo supera i primi, ma arriva persino nei gas di scarico del compagno di squadra, sino ad allora stabilmente in testa. Negli ultimi giri inizia un testa a testa entusiasmante. Ad aver la meglio è proprio il pilota italiano. Kimi Antonelli porta così a termine una prestazione pazzesca. Di fronte ai propri tifosi, il classe ’06 conquista la sua settima vittoria stagionale a casa sua. Un’opera d’arte merito sì della netta superiorità della W17 sulla concorrenza, ma non solo. Questa è la prova del nove del bolognese sulla sua sete di trionfi, frutto della sua capacità di restare lucido e non perdere di vista l’obiettivo anche se sottopressione. E non poteva che arrivare proprio quest’oggi, di fronte alla Marea Rossa, quel giorno tutta per lui.
L’ottava sinfonia, la rimonta dal fondo di Baku e tanta fortuna ad aiutare un audace quale è Kimi Antonelli
Kimi Antonelli ed il suo sogno “Mondiale di F1” – che non pronuncia mai nelle sue interviste -, procedono spediti per il nuovo Gran Premio di Spagna, al Madring. Anche qui Kimi deve ringraziare la Virtual Safety Car. Il 12 della Mercedes si giocava la vittoria con il campione del mondo uscente, Lando Norris. Di più: quest’ultimo era persino in testa, salvo poi perdere la leadership proprio a causa dell’uscita della Virtual Safety Car e della possibilità di rientrare ai box. Ed arriva così l’ottava sinfonia iridata. Giunge poi Baku. Qui c’è forse il primo vero errore stagionale di Antonelli. In Q1 stringe troppo la traiettoria e va a centrare il muretto in Curva 1. Il risultato è il braccetto della sospensione sinistra distrutto e altra gara dal fondo.
In Azerbaigian, Antonelli rimonta ma non con la stessa efficacia e velocità di Monza. Fatto sta che porta a casa un validissimo quinto posto. E sarebbe stato quarto se ci fosse stato un solo giro in più. Il pilota 20enne era arrivato negli scarichi del monegasco e ne aveva nettamente di più. Si porcede poi al GP del Bahrein in Malesia. A Sepang, Kimi offre una prestazione solida e di carattere. Specialmente su pista bagnata. Se Verstappen risulta imprendibile, Kimi se la gioca a viso aperto con Russell. Nei giri finali, il 63 della Mercedes è costretto al ritiro a causa del cedimento della sua Power Unit. Kimi Antonelli conquista così un secondo posto preziosissimo in ottica Mondiale.
A Singapore Kimi è una volpe, ad Austin poi Antonelli arriva a 2 centimetri dal Mondiale
Si atterra a Singapore, 17esima tappa del Mondiale di F1 per la cavalcata di Kimi Antonelli. Un weekend nel quale Kimi Antonelli ha dovuto fronteggiare le difficoltà del nuovo aggiornamento della sua Mercedes. Le Frecce d’Argento sembrano aver perso quel piglio dominante di inizio stagione. E si vede. Russell vola nelle Qualifiche Sprint – la sua Mercedes però ha la componente “obsoleta” – mentre Kimi fatica con le novità. E infatti nella Gara Sprint arranca più del previsto, con il sesto posto… tramutatosi in quarto per un colpo di fortuna! Norris fa un attacco scellerato a Piastri, le due McLaren sono così fuorigioco. Kimi ringrazia e chiude appunto quarto.
In gara il copione non cambia. Con Max Verstappen totalmente rinato e un Charles Leclerc che fa di tutto – invano – per raggiungerlo, la sfida è dietro. E qui Kimi Antonelli è ancora una volta una volpe. Hamilton sbaglia completamente la strategia con le gomme, Norris lo punta, lo studia ma si beffare proprio da Antonelli. Kimi poi è fenomenale a sopravanzare anche Hamilton. Da un’anonima quinta posizione ad un terzo posto coi fiocchi. In Texas poi è un assolo da parte del pilota italiano. Prima conquista la pole position con un giro perfetto. Poi è dominatore incontrastato e incontrastabile della gara. Talmente tanto che Leclerc, 2°, chiude a circa 13 secondi. Russell, ottavo, è lontano ben 54 secondi. Nona melodia raggiunta, tante quante le gare vinte da Leclerc in tutta la sua carriera. Due sole lunghezze a separarlo dall’essere il più giovane campione del mondo di Formula 1.
Il secondo match point è realtà: Kimi Antonelli è campione del mondo di F1!
Il primo match point del Mondiale di F1 per Kimi Antonelli è arrivato in quel di Austin per il GP degli Stati Uniti. Qui la chance era chiara, chiarissima. Di fronte ad un successo di Andrea, sarebbero dovuti essere sufficienti almeno un 5° posto o peggio di Lewis Hamilton e un 9° posto o peggio di George Russell. Per due sole lunghezze, tutto ciò non è stato realtà. Il Re Nero ha chiuso in quarta posizione, mentre Russell, complice una sua gara anonima, ha terminato all’ottava piazza. Insomma, ad un soffio dal sogno iridato.
Tutto però è stato rimandato al GP del Messico, quest’oggi. E proprio in Messico, Kimi Antonelli è sul podio. È terzo alle spalle di un superbo Max Verstappen e di un feroce Lewis Hamilton. Tanto basta per festeggiare sul podio il traguardo appena conquistato! Ora è ufficiale, lo si può urlare ad alta, altissima voce: KIMI ANTONELLI È CAMPIONE DEL MONDO! Il pilota bolognese, a soli 20 anni, ha raggiunto il suo sogno. Ora può festeggiare con la sua famiglia ed i suoi cari. Un traguardo insperato e quasi impensabile, ma che Kimi Antonelli ha trasformato in realtà grazie alla sua costanza, alla sua concretezza ed al suo orgoglio da leoni. Congratulazioni anche da parte della redazione di OggiSport Notizie: te lo sei meritato! Ora l’Italia può esultare grazie alla tua fantastica impresa, quasi come nel 2006… dopo oltre 20 anni
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