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Interviste Esclusive

Sensini: “Spero che la Serie A torni ai massimi livelli”

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Oggi ai nostri microfoni è intervenuto l’ex difensore di Udinese, Parma e Lazio Nestor Sensini con il quale abbiamo parlato di attualità ma anche di passato.

Le sue dichiarazioni

Le parole di Sensini

Oggi giorno in Italia stanno uscendo qualche difensore giovane e cosa ne pensa della mancanza di difensori pure come nel suo periodo?

Il calcio è cambiato, anche la forma di difendere. Anche il portiere oggi è cambiato ora è un libero quando ha la palla e la stessa cosa vale per i difensori. Prima si difendeva di più, non faceva toccare palla alla punta oggi oltre a quello devi fare bene il primo passaggio devi essere più completo”.

Cosa ne pensa della situazione in casa Lazio e cosa vuole dire al popolo biancoceleste?

Noi in quell’epoca del 2000 con la Lazio abbiamo fatto un grandissimo campionato, ma non si è vinto quell’anno li ma già dalle stagioni prima con Cragnotti che si rinforzava per fare bene. Ai tifosi voglio dire che ci sono dei momenti positivi e negativi”.

Le sta piacendo Spalletti sulla panchina della Juventus, pensa che per tornare a vincere il club bianconero ha bisogno di 4/5 acquisti top?

Luciano al di là che è un’amico, è cresciuto tanto ha fatto strada ed a oggi è in una società come la Juventus che vale solo vincere e lo sta facendo bene. Ha ripreso una squadra in difficoltà e la sta avvicinando alle prime. Sempre la Juventus deve migliorarsi e il consiglio dell’allenatore è importante. Spalletti ha avuto sempre la facilità di migliorare le squadre “.

Cosa ne pensa di Senesi che ha molta concorrenza e tra queste c’è anche la Juventus per lei è pronto?

Senesi oggi è in nazionale, è un giocatore che è cresciuto tanto. Sai poi quando vai in club come la Juventus non è semplice giocare per quella maglia, lui per me è all’altezza. Poi dipenderà dalle qualità che cerca la società. A volte ti serve un giovane, mentre in alcuni casi uno più esperto”.

Soulè in questi anni a Roma è diventato un top o ancora gli manca qualcosa?

Lui è arrivato in punta di piedi e non ha tutta questa pubblicità dietro. Per me Soulé fino a qualche mese fa era uno dei migliori giocatori, dopo è normale mantenerti a quei livelli non è semplice, deve avere solo la convinzione che è forte”.

Come sta vedendo questa Serie A?

“L’Inter ha fatto un grande campionato, il Napoli ha avuto le sue chance per essere lì a combattere. Il Como sta facendo anche un buon calcio un lavoro molto bello, la Fiorentina che ha iniziato male ma si è ripresa”.

Secondo lei perché in Italia e nella Serie A non ci sono più talenti?

La verità è che in quegli anni il primo obiettivo era l’Italia per i grandi calciatori. Io quando sono arrivato c’erano ancora il tempo dei tre stranieri. Si vede che abbiamo perso competitività difficilmente prima il calciatore italiano andava a giocare all’estero. Io penso che dopo il caso Bosman qualcosa sia cambiato. Io mi auguro che la Serie A torni ai massimi livelli”.

Sulla sua carriera

Le parole di Sensini sulla sua carriera

Cosa si ricorda dello scudetto vinto all’ ultima giornata con la maglia della Lazio?

“Una giornata speciale irripetibile, noi dovevamo aspettare che il Perugia vincesse o pareggiasse per andare a giocarci lo spareggio. Dopo il gol di Calori è stata una sofferenza totale. A me non mi era mai capitato di aspettare così tanto per un’altra partita, c’era gente con la radiolina dentro lo spogliatoio, ma poi ci fu un esplosione di gioia e felicità. Fu un campionato speciale perché era un duello con la Juventus poi alla fine abbiamo recuperato tanti punti”.

Che emozione è giocare con la maglia dell’Argentina, e farlo nella Bombonera?

Non so se si può spiegare, perché é una sensazione unica in più noi eravamo fuori dal nostro paese e quando avevi la possibilità di ritrovarti era fantastico. La Bombonera è uno stadio mitico, che ha moltissima storia ma è strano, perché si vedono questi palchi e poi dietro le porte ci sono le curve che ti danno un’atmosfera speciale rispetto a tutti”.

Lei ha giocato Argentina-Brasile ma anche il derby di Roma quale è la partita che si sente di più sono paragonabili?

“Io di derby ne ho giocati due uno l’abbiamo perso male 4-1 e l’altro l’abbiamo vinto con il gol di Nedved. Argentina-Brasile è speciale ma anche la finale che abbiamo giocato contro la Germania é stata bella. Sono due cose diverse la passione che c’è in un derby come quello di Roma è assurdo se lo perdi é un momento molto difficile per la carriera di un calciatore ma se lo vinci ti dà emozioni che nessuna altra cosa ti trasmette”




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