Tennis
Elena Pero, la vittoria dell’umiltà giornalistica
Non ci sono parole Elena, perché le hai già usate tutte tu. E come biasimarti, hai avuto il privilegio di poter narrare momenti che hanno segnato la storia del tennis, lo sport che hai amato fino all’ultimo momento. “È un’italiano per l’ennesima volta a farci compagnia”. Una frase che farebbe impazzire il tuo mentore, Rino, colui che ti ha plasmato, reso una delle più grandi telecroniste di Sky e non solo. Non sei riuscita a staccarti da quel campo magico neanche nel momento più difficile, il destino ha voluto che l’ultima partita fosse proprio la più significativa, quella dell’uomo che ha riscritto la storia del tennis italiano e del mondo.
Elena Pero, la voce del tennis
Il tuo modo di vivere e raccontare l’evento andrebbe proposto a chi vuole intraprendere questo percorso. Raccogliere un’eredità così importante, farsi conoscere al grande pubblico che è diventato sempre più esigente, potevi farlo solo con l’umiltà che ti ha contraddistinto. L’urlo spezzato alle 20:20 del 13 luglio 2025, per molti rimarrà impresso anche per come l’hai trasmesso a casa. Nessuna esaltazione, mai oltre le righe, una professionalità che si mescola ad emozione, e diventa storia prima ancora che possa essere assimilata nelle menti degli spettatori. “La gioia, la felicità, sul volto di Jannik Sinner. E la gioia, anche nostra, che abbiamo vissuto questo momento indimenticabile: un italiano diventa campione di Wimbledon”. Una frase all’apparenza banale, ma che nasconde tutta la sua profondità, l’inimmaginabile che diventa realtà. E allora perché commentare, quando gli occhi possono vedere la leggenda prendere forma?
Ciao Elena, guarda dall’alto il tuo tennis
La verità è che Elena Pero ha dato una voce a chi era dietro la tv. I sospiri di preoccupazione, l’attenzione al dettaglio più impercettibile, una naturalezza che ha testimoniato dietro ad un microfono. Una vita per il tennis, 35 anni di servizi e passione, dai magazine ATP fino alle finali dei 1000 e degli slam. Un percorso impeccabile, una storia costruita nel silenzio, ma che invece risuonare nelle nostre orecchie, perché nella classe che l’ha portata nell’olimpo del giornalismo, a fare la differenza è sempre stata la Persona, di quelle con la P maiuscola.
Adesso puoi andare Elena, ti lasciamo nelle mani di Rino, che ti aspettava da tempo, per farti sapere il suo orgoglio, e per contendersi con te le cuffie dalla cabina del paradiso, quello che ti sei ampiamente meritata.
Ciao Elena, sorvegliaci, anzi, commentaci dall’alto.
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