LBA
Supercoppa 2026, Milano-Bologna 80-71: l’Olimpia vola in finale contro Venezia
L’Olimpia Milano è promossa a pieni voti nel primo grande duello stagionale contro Bologna e conquista l’accesso alla finale della Supercoppa LBA 2026. Alla Nova Arena di Tortona, la squadra allenata da Peppe Poeta prende il controllo della gara nel secondo quarto e gestisce il vantaggio nella ripresa, respingendo i tentativi di rientro delle V Nere. Decisivo Moses Wright, miglior realizzatore di Milano con 20 punti, mentre Leandro Bolmaro chiude a quota 15. L’Olimpia affronterà ora la Reyer Venezia, vittoriosa nell’altra semifinale contro Tortona.
Primo tempo: l’allungo decisivo dell’Olimpia
I ritmi iniziali faticano a decollare. Le due squadre si studiano, producendo un primo quarto spigoloso chiuso sul 17-14 per i milanesi, punteggio figlio di percentuali al tiro rivedibili e di un metro arbitrale estremamente severo. La Virtus prova a fare corsa di testa nei primissimi minuti affidandosi a Kessler Edwards, ma finisce presto nella morsa difensiva avversaria.
Milano cambia però l’inerzia della partita negli ultimi minuti del primo periodo: Hall conquista tre liberi, Wright completa un gioco da tre punti e Bolmaro trova la tripla del sorpasso. Il parziale biancorosso arriva fino all’11-0 e vale il 17-14 dopo 10 minuti.
La vera spaccatura del match avviene nel secondo periodo. L’Olimpia alza l’intensità in uscita dalla panchina grazie all’impatto devastante di Leandro Bolmaro, capace di essere sempre una minaccia irrisolvibile al ferro. I bolognesi, gravati dai problemi di falli dei propri lunghi, subiscono un parziale pesantissimo. Moses Wright domina sotto i tabelloni e converte le disattenzioni bianconere in punti facili. Le squadre rientrano negli spogliatoi sul 40-23, un vantaggio netto costruito da Milano capitalizzato principalmente grazie alle palle perse della formazione di coach Mumbrú. I numeri sono impietosi: 34-10 dopo il 6-13 iniziale, con Milano che tira con il 52% da due, mentre la Virtus è piantata a 1/13 da tre.
Secondo tempo: il rientro virtussino e la gestione milanese
Al rientro dagli spogliatoi, il ritmo gara subisce un’improvvisa accelerazione. La Virtus Bologna trova energie inaspettate dai tiri dall’arco di Trent Frazier e Derrick Alston Jr., ricucendo il distacco fino al -10 a metà della terza frazione. Milano subisce il colpo ed è costretta a spendere timeout ravvicinati per riordinare le idee.
La reazione dei campioni d’Italia, però, certifica la solidità mentale del gruppo. Nei momenti di massima spinta bolognese, la regia di Darius Thompson e la presenza fisica del solito Wright – premiato a fine gara come MVP con 20 punti – respingono gli assalti avversari. L’ultimo quarto è solo per gli almanacchi. L’Olimpia muove il pallone con pazienza, gioca con il cronometro punisce i cambi difensivi sistematici e congela il risultato sull’80-71 finale, vanificando i tentativi estremi di rientro della Virtus.
Il prossimo appuntamento per sollevare il primo trofeo stagionale è fissato per domani, domenica 19 settembre. Alle ore 17:00, l’Olimpia Milano affronterà l’Umana Reyer Venezia nella finalissima di Supercoppa che sarà il remake della finale Scudetto di giugno.
Le indicazioni che hanno lasciato Milano e Bologna da questa semifinale di Supercoppa 2026
Il parquet di Tortona restituisce l’immagine di un’Olimpia Milano già padrona dei propri mezzi tattici e mentali. I campioni d’Italia hanno assorbito l’urto di un avvio spigoloso, per poi stritolare gli avversari facendo pesare una profondità di roster attualmente insostenibile per la concorrenza. Il parziale devastante del secondo quarto nasce proprio da qui.
Coach Poeta pesca dalla panchina un Leandro Bolmaro in versione guastatore, bravissimo a squarciare la prima linea difensiva felsinea, mentre Moses Wright è una grande aggiunta, capace di convertire in punti facili ogni singola disattenzione sotto le plance. La Virtus, certo, ha il grande merito di rialzare la testa nel secondo tempo aggrappandosi al talento perimetrale. Ha spaventato Milano.
Eppure, nel momento di massima spinta emotiva bianconera, l’Olimpia ha congelato la partita con una maturità disarmante. Una vittoria di pura gestione dei momenti di rottura, un segnale di forza che definisce ancora di più le gerarchie del nostro basket.
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