Serie A
Eusebio Di Francesco striglia il Lecce: “Con il Milan ci siamo accesi solo a fasi alterne”
Il 3-0 subito a San Siro non racconta quanto fatto dal Lecce contro il Milan. Eusebio Di Francescolo sa e può di che essere soddisfatto della prestazione dei salentini, soprattuto nel primo tempo quando è rimasto agganciato ai rossoneri.
Nonostante ciò il tecnico dei salentini ha visto qualcosa che non andava nella sua squadra e non ha avuto timori di segnalarlo nella conferenza stampa post-partita.
“Credo che se veniamo a giocare qui e non siamo accesi, facciamo fatica. Oggi, dal mio punto di vista, lo siamo stati a intermittenza e non ce lo possiamo permettere. Abbiamo fatto un ottimo inizio, con le scelte dei tempi di pressione fatte abbastanza bene, ma la sensazione che mi dà più fastidio è che non diamo mai l’impressione di essere davvero pericolosi. Abbiamo fatto un primo tempo in cui abbiamo trasmesso poca sensazione di poter far male agli avversari, e questo è il mio cruccio più grande. Se riesci a palleggiare poco e ti abbassi troppo con i centrocampisti, i difensori scaricano spesso palla al portiere per calciare lungo, e in quel caso dobbiamo essere più bravi ad andare a riconquistarla – ha spiegato Di Francesco -. Secondo me siamo mancati proprio sulla riconquista: sui tempi di pressione potevamo essere un pochino più aggressivi. L’abbiamo fatto qualche volta veramente bene, mentre in altre occasioni eravamo in ritardo e loro uscivano con più facilità”.
A pesare secondo l’ex allenatore della Roma è stato il poco peso offerto dall’attacco che di fatto ha lasciato Mike Maignan indisturbato.
“Non è accettabile la differenza che c’è stata tra noi e loro: loro attaccano la profondità, mentre noi nel primo tempo l’abbiamo attaccata pochissimo. Invece è proprio ciò che ci deve contraddistinguere in certi momenti della partita, quando le squadre sono corte come lo eravamo noi – ha aggiunto Di Francesco -. Loro ci hanno fatto gol su un movimento corto-lungo di Pulisic, che ha rubato il tempo al mio difensore su una palla scoperta e leggibile; la differenza sta tutta nel metterla lì e andarla ad attaccare. Nel secondo tempo l’abbiamo fatto qualche volta in più e qualche difficoltà gliel’abbiamo creata, ma poi il secondo gol ci ha tagliato le gambe”.
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