Interviste Esclusive
Falasca: Milano tra Volley, aspettative e nuovi talenti
Entusiasmo, ambizione e fiducia nel futuro. È questo il messaggio che emerge dalle parole di Guillermo Falasca, tecnico dell’Allianz Powervolley Milano, intervenuto all’Allianz Cloud, per la presentazione del torneo Powervolley Cup Trofeo Elena Gori e del progetto Training 4 Future. Ha fatto il punto sul percorso della squadra, tra crescita dei giovani, prospettive stagionali e visione a lungo termine di un progetto che guarda oltre i risultati immediati.
La situazione dopo l’inizio del campionato
L’allenatore spagnolo non ha dubbi sulle qualità del gruppo a sua disposizione. Fin dal suo arrivo ha trovato una squadra desiderosa di migliorare, composta da ragazzi che si allenano con grande intensità e che mostrano quotidianamente una forte cultura del lavoro.
“Abbiamo tanti giovani con voglia di imparare e crescere”, ha spiegato Falasca. “L’aspetto che mi rende più orgoglioso è l’atteggiamento che vedo ogni giorno in palestra. Questa squadra lavora con serietà e con una mentalità che lascia ben sperare per il futuro“.
Secondo il tecnico, la vera sfida è accelerare il processo di maturazione di un gruppo che possiede ottime qualità tecniche ma che deve ancora consolidarsi sotto il profilo dell’esperienza e della gestione emotiva. Un percorso inevitabile quando si sceglie di investire su atleti molto giovani.
Per questo Falasca evita di fissare traguardi specifici. L’obiettivo prioritario resta la crescita collettiva. “Non voglio mettere limiti a questa squadra”, ha sottolineato. “Dobbiamo lavorare, imparare, costruire. Se riusciremo a sviluppare tutto il nostro potenziale potremo toglierci grandi soddisfazioni”.
Un ruolo fondamentale, all’interno di questo processo, è svolto dai giocatori più esperti dello spogliatoio. Falasca ha evidenziato l’importanza della leadership e dell’esempio quotidiano offerto dagli atleti veterani del gruppo, figure capaci di trasmettere professionalità e mentalità vincente ai più giovani.
La situazione del Volley a Milano
L’allenatore ha poi speso parole di grande apprezzamento per la società milanese, definendola una delle realtà più organizzate e lungimiranti del panorama pallavolistico. La presenza di un progetto strutturato per lo sviluppo dei giovani rappresenta uno degli aspetti che più lo hanno colpito fin dal suo arrivo.
“Ci sono poche società con una struttura simile”, ha spiegato. “Si percepisce il lavoro che c’è dietro e la volontà di creare un percorso di crescita per i ragazzi. Questo è uno degli aspetti che mi ha convinto maggiormente”.
Vivere ed allenare a Milano
Nel corso dell’incontro, Falasca ha parlato anche della propria esperienza personale nel capoluogo lombardo. Il tecnico ha confessato di essersi innamorato di Milano, città che considera una delle più affascinanti d’Europa.
Originario di Malaga e con un passato vissuto anche a Madrid, l’allenatore spagnolo apprezza particolarmente l’energia della metropoli, il centro storico, l’architettura, i tram e la grande offerta culturale. “Mi piace vivere la città”, ha raccontato. “Teatri, ristoranti, eventi: Milano offre tantissimo e per me rappresenta un ambiente ideale”.
Il movimento pallavolistico in Spagna
Uno sguardo è stato rivolto anche al movimento pallavolistico spagnolo. Falasca si è detto convinto che in Spagna non manchi il talento, soprattutto tra le nuove generazioni, ma che spesso i giovani non vengano accompagnati nel percorso di crescita nel modo corretto.
Secondo il tecnico, il problema non è la mancanza di prospetti di valore, bensì la difficoltà nel valorizzarli e sostenerli durante la loro formazione. Per questo guarda con particolare attenzione ai giovani spagnoli emergenti e ritiene che realtà come Allianz Milano possano rappresentare una straordinaria opportunità per consentire ai migliori talenti di svilupparsi in un contesto ad alto livello.
Il messaggio finale è chiaro: Milano possiede basi solide, una società ambiziosa e un gruppo ricco di prospettive. Per Falasca, però, la parola chiave rimane una sola: pazienza. Perché il potenziale c’è, ma per trasformarlo in risultati serviranno tempo, lavoro e fiducia nel percorso intrapreso.
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