Serie A
Quale sarà il destino di Stroppa?
La panchina di Giovanni Stroppa scricchiola. La situazione in laguna, già difficile alla vigilia della sosta per gli impegni delle Nazionali, si è ulteriormente complicata con la sconfitta in casa della Dea. La proprietà aveva optato per la permanenza dell’allenatore, che sin qui ha peraltro goduto dell’appoggio e del gradimento dello spogliatoio. Le indiscrezioni in merito a un imminente ed eventuale avvicendamento alla guida tecnica degli arancioneroverdi si susseguono. I nomi attualmente più gettonati sono quelli di Paolo Zanetti, Davide Nicola e Igor Tudor.
Cosa non va in laguna
Dopo sei turni di campionato, la squadra che si era guadagnata con grande merito la promozione diretta nella massima Serie è ancora ferma al palo, a quota zero punti. Le prestazioni, compresa l’ultima contro l’Atalanta, del resto, non possono essere obiettivamente giudicate sconsolanti. La qualità non latita, la concentrazione forse sì. Troppi gli errori, sia in fase offensiva sia in fase difensiva. Le 5 reti complessivamente segnate costituiscono un ben magro bottino, i 16 gol subiti sono in buona parte arrivati a inizio o fine gara, quando occorre cioè saper gestire il momento. Per una squadra che ha come primario obiettivo la salvezza, mettere a punto la difesa è un fattore imprescindibile.
Le ambizioni della proprietà
Il Club veneto, dallo scorso maggio di proprietà di un gruppo di investitori statunitensi riuniti nella VFC Newco 2020 LLC, guidata da nuovi soci tra i quali i manager Tim Leiweke e la figlia Francesca Bodie (nominata presidente) nonché un noto e importante azionista, il cantante canadese Drake, si è mosso con spigliatezza nell’ultima finestra di mercato. Issa Doumbia è stato ceduto, sicuramente bene, allo Sporting Lisbona per 25 milioni di euro, e diversi investimenti sono stati realizzati in entrata: su tutti spicca l’acquisto di Akor Adams, prelevato dal Siviglia per 16 milioni di euro. Il Venezia non pare seguire la strada intrapresa dal Como ma non nasconde i propri obiettivi a medio-lungo termine, consistenti nel consolidare la propria presenza in Serie A e nel giro di qualche anno lottare per un posto nelle competizioni europee, con un occhio di riguardo agli equilibri di gestione. In tale ottica deve essere interpretata la possibilità di disporre dal 2028 di un nuovo impianto dalla capienza di circa 20.000 spettatori, in costruzione vicino all’aeroporto di Tessera in sostituzione dello storico Stadio “Penzo”. Il tecnico della promozione era stato certamente considerato dai vertici societari uno degli uomini-chiave per il conseguimento dei traguardi sportivi. Cosa succederà ora?
Le parole del tecnico dopo la sesta sconfitta consecutiva
Le riflessioni di Stroppa al termine della gara persa contro l’Atalanta paiono confermare i problemi emersi sin dall’inizio del torneo. Queste le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Dazn:
“Abbiamo avuto tante occasioni, ma è troppo poco. I gol che abbiamo preso non si possono prendere con quella leggerezza. La gestione nel secondo tempo è stata di alto livello. Avevamo approcciato bene, ma abbiamo regalato due passaggi a loro che sono ripartiti. Potevamo essere più scaltri. Mi spiace, siamo sempre a parlare di un Venezia in chiaroscuro, siamo penalizzati in ogni modo.
Abbiamo avuto leggerezza nel fare le cose, poi prendiamo gli schiaffi. La reazione è stata di valore, nella ripresa abbiamo rischiato poco. Ci vuole un atteggiamento diverso. La squadra, in tutti i giocatori, stava facendo una prestazione di livello, non lavoriamo solo per un possesso palla banale e statico. Siamo arrivati davanti al portiere con palle filtranti, c’è stato anche un gol annullato bellissimo. È un peccato, io punto anche il dito sui gol presi, però di sicuro c’è da fare gol quando hai le occasioni.
Fiducia? Non dovete chiederlo a me. I risultati sono penalizzanti, io lavoro per quello che posso dare alla squadra, che mi sembra molto viva. Stiamo recuperando giocatori importanti. Penso che il mio lavoro sia fatto al meglio, mi prendo tutte le responsabilità. Vedo come lavora la squadra e merita molto di più”.
A fine partita i tifosi hanno contestato la squadra radunata sotto il settore ospiti. A pagare sarà ancora una volta l’allenatore o sussistono margini per ricompattare l’ambiente e capovolgere con il contributo di tutti la situazione?
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