Champions League
Parla il padre di Tresoldi: “Sogna di indossare la maglia del Milan. Chiamata Inter? Non sono sicuro che accetterebbe”
Alla vigilia della sfida europea del Club Bruges, i riflettori sono tutti puntati su Nicolò Tresoldi, giovane centravanti italo-tedesco che staserà affronterà l’Inter a San Siro. Il padre Emanuele Tresoldi, 52 anni, ex terzino di Serie A con la maglia dell’Atalanta, è intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
La prima a San Siro
“Emozione e orgoglio. Nicolò piano piano sta raccogliendo i frutti del suo lavoro: ha faticato ad affermarsi perché non aveva il talento di un fuoriclasse o il fisico di un corazziere. Eppure, eccolo qua. Un padre non potrebbe desiderare di meglio“.
Più forte del padre
“Non c’è dubbio. Io sono più bravo a sciare (ride, nda). Ma solo perché lui per contratto non può…“.
Da Cagliari alla Germania
“È successo tutto per caso. Noi abbiamo girato molto per il mestiere di mia moglie, che si occupa di aviazione civile. A un certo punto sembrava che ci dovessimo trasferire a Liverpool. Invece ci toccò la sede di Hannover, dove Nicolò ha dimostrato di poter fare il calciatore“.
Sull’avventura a Bruges
“Molto bene. È stato un bel salto dalla B tedesca ma gli è servito per crescere come uomo. La madre abita con lui, lo aiuta nelle incombenze domestiche: essere soli lontano da casa non è semplice“.
Su cosa migliorare
“Essendo un attaccante completo senza specifiche virtù, deve crescere in tutto. Lo farà“.
Italia o Germania?
“Ne abbiamo parlato tanto ma sarà Nicolò a decidere cosa sia meglio per lui. Di sicuro sceglierà con il cuore, non per l’opportunità tecnica. Ha promesso al ct tedesco dell’Under 21 che avrebbe completato il ciclo: può battere i record realizzativi di categoria, visto che gli mancano 2 gol. Dopo l’Europeo si vedrà: speriamo intanto che si confermi ad alti livelli“.
Il ct dei grandi, Klopp, sta facendo pressioni?
“Si è fatto sentire, come era normale che fosse“.
Da italiano, sarebbe dispiaciuto se suo figlio scegliesse di rappresentare la Germania?
“Dispiaciuto è una parola grossa. Certo, io sono italiano e lo è anche Nicolò, per nascita e famiglia. Ma esistono legami di riconoscenza che è impossibile ignorare. Lui è cresciuto là, parla quattro lingue, è un cittadino del mondo. In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato“.
Inter o Milan?
“Magari sì. Il suo sogno è indossare la maglia del Milan. Non sono affatto sicuro che accetterebbe. L’animo del tifoso potrebbe prevalere“.
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