Conference League
Le italiane in Europa: la presentazione delle avversarie di Milan, Juve e Atalanta
Juve e Milan affronteranno Celta Vigo e Salisburgo nella seconda giornata dell’Europa League 2026/2027. L’Atalanta, invece, incontrerà il Pafos. Scopriamo come giocano le avversarie delle italiane.
L’Europa sa essere insidiosa per le italiane. Milan e Juventus scenderanno in campo giovedì sera, rispettivamente alle 18:45 e alle 21, nella seconda giornata della fase campionato di Europa League. L’Atalanta, invece, farà il suo esordio assoluto in Conference contro il Pafos, sempre in contemporanea con la Juve.
Tutte e tre arrivano al proprio appuntamento con l’animo inquieto: la Juve continua nel suo percorso altalenante e costellato da brusche frenate, le scelte di formazione di Amorim lasciano trasparire poca tranquillità, mentre la Dea dopo la vittoria contro il Venezia ha voglia di ripartire. Red Bull Salisburgo, Celta Vigo e Pafos saranno le avversarie. Tre squadre ostiche, che vanno analizzate più nel dettaglio.
Il Red Bull Salzburg di Denny Röhl
Il Salisburgo aveva bisogno di ritrovare continuità anche, e soprattutto, per quanto riguarda la guida tecnica. La scelta del club austriaco è ricaduta sul trentasettenne Denny Röhl, reduce da un’ottima stagione ai Rangers. Il finale amaro dello scorso campionato, terminato al terzo posto dopo aver chiuso la regular season a un punto dagli Hearts, ha dato al tecnico tedesco una spinta in più per la sua avventura austriaca.
Il Salisburgo si schiera con un 4-2-3-1, dove la mediana è fondamentale: la solidità difensiva di Barry e la creatività di Mazurek (o Kratzig) formano un binomio perfetto. L’ex Cerezo Osaka Sota Kitano sta scalando le gerarchie per il ruolo di numero 10. In avanti, il Salisburgo vive un eterno ballottaggio: la fisicità di Tabakovic o la capacità di non dare punti di riferimento di Konaté. La squadra di Röhl è ancora imbattuta in stagione e ha tutte le intenzioni di dimostrare al Milan il perché.
Il marchio di fabbrica del gruppo Red Bull rimane invariato: anche le squadre di Röhl attuano un pressing aggressivo, ma non disdegna lasciare il possesso agli avversari. Anzi, il Salisburgo attende l’altra squadra sulla loro trequarti, quando danno inizio alla fase di riaggressione. Sarà in quel frangente che Amorim dovrà fare attenzione. I classici interscambi sulle catene laterali, marchio di fabbrica del tecnico portoghese, saranno fondamentali per scardinare il pressing avversario. D’altro canto, però, il Milan si è rivelato vulnerabile una volta perso il pallone sulla trequarti. La difesa fa fatica a trovare le giuste spaziature e finisce, spesso, per collassare su sé stessa.
Il Celta Vigo di Claudio Giráldez
Claudio Giráldez è stato il salvatore del Celta Vigo. La squadra della Galizia non navigava in buone acque e nel marzo del 2024 ha scelto di promuovere il tecnico del Celta Fortuna. E non solo è riuscito a mantenere la categoria alla prima occasione e nelle due stagioni successive ha sempre raggiunto la fase finale dell’Europa League. Un risultato che ha reso il tecnico spagnolo un idolo, nonostante un brutto inizio di campionato.
All’esordio stagionale in Europa è arrivata la sconfitta a sorpresa contro l’Omonia, mentre in Liga il Celta ha vinto solo una partita su otto giocate. La squadra di Giraldez, però, non va sottovalutata. Si schierano con un 3-4-3 di base, ma che varia molto a seconda delle diverse fasi di gioco, in un contesto simile a quello di Spalletti. In questo senso, è fondamentale la versatilità di Marcos Alonso, Hugo Alvarez e Hugo Gonzalez, che possono ricoprire qualsiasi posizione sulla fascia. Il duo di centrocampo è una certezza: le geometrie di Romàn e il dinamismo di Moriba sono perfetti per una squadra che ama attaccare lo spazio.
In fase di non possesso, il Celta presenta una linea a cinque, che però si posiziona con un blocco medio, che andrà attaccata con cura. I difensori sono bravi a “scappare”, lasciando gli attaccanti avversari in fuorigioco. Il Celta è una squadra stretta e compatta che, se traslata in Italia, può ricordare alcuni tratti del Cagliari di Pisacane e del Sassuolo di Aquilani. Due squadre che a Spalletti hanno fatto male.
Il Pafos di Ricardo Sá Pinto
Nonostante sia cambiata la guida tecnica, con Celades tornato in patria al Cadiz, il Pafos resta una squadra ostica da affrontare. Il nuovo allenatore è Ricardo Sà Pinto, un tecnico esperto che ha vissuto le ultime stagioni tra Marocco e Iran.
Il Pafos ha cambiato pochissimo, se non nulla. Gli unici titolari arrivati dal mercato estivo sono l’esterno Ngamaleu e il portiere. Majecki, infatti, è un vero e proprio punto di riferimento per la retroguardia cipriota. L’ex Monaco ha subito solo tre reti in campionato, tutte arrivate nelle ultime due partite. Di certo, il livello in Europa si alzerà, ma il Pafos sa dar fastidio a squadre importanti.
L’Atalanta dovrà puntare su una caratteristica, che però non è propria di questa squadra: il dinamismo. Il Pafos ha diversi calciatori che non toccano picchi condizionali particolarmente elevati e questo può andare a favore dell’Atalanta. La Dea, però, di veri e propri velocisti ne ha pochi: per questo dovrà sfruttarli. Sarà, infatti, fondamentale che le mezze ali e i terzini creino una pressione costante a una retroguardia, che nella difesa della profondità mostra diverse lacune.
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