Interviste Esclusive
ESCLUSIVA- Amantino Mancini: “Spalletti ok per la Juve, i derby a Roma durano mesi”
Oggi ai nostri microfoni è l’ex centrocampista esterno di Roma, Inter Milan, Amantino Mancini con il quale abbiamo affrontato vari temi
Le sue dichiarazioni
Le parole di Mancini
Quando ripensa ai suoi anni alla Roma, qual è il ricordo che più di tutti le fa venire nostalgia di quella squadra e di quell’ambiente?
“Io ho vissuto dei bellissimi momenti e ho tanta nostalgia, ma soprattutto l’ambiente della città e dello stadio è la cosa che mi manca di più”
Lei è arrivato in Italia giovanissimo e ha vissuto il passaggio dal calcio brasiliano a quello italiano: qual è stata la difficoltà più grande che ha dovuto superare per affermarsi in Serie A?
“La difficoltà piu grossa è stato l’adattamento al calcio, perché io arrivavo da un calcio meno intenso, poi sono andato a giocare in Serie B che ho avuto molti problemi perché non si giocava, quando sono arrivato a Roma è cambiato tutto, perché ho avuto un allenatore come Capello che mi ha dato fiducia e giocatori molti forti che mi hanno aiutato”
Con Capello prima e Spalletti poi ha lavorato con due allenatori molto importanti: che cosa le hanno insegnato e in che modo hanno influenzato la sua crescita come calciatore?
“Con Capello, è stato lui a darmi subito la fiducia mi ha messo nella prima partita da titolare era un allenatore molto serio e durio. Spalletti è un allenatore che mi ha insegnato tanto e sul calcio è molto serio e preparato è stato lui a farmi giocare a sinistra a piede invertito”
Il suo cambio di posizione sulla fascia, soprattutto con Spalletti, ha rappresentato una svolta nella sua carriera. Quanto è stato importante quel cambiamento tattico?
“Quando mi ha messo a piede invertito non stavao capendo bene quello che mi poteva succedere all’inizio avevo un po di paura però poi è andata benissimo e mi ha cambiato la carriera e la mia maniera di giocare, ha alzato il mio livello di gioco”.
Ha giocato insieme a campioni come Totti, De Rossi, Emerson e tanti altri: chi è il compagno che l’ha impressionata maggiormente per qualità e personalità?
“Erano tutti giocatori di qualità e personalità veramente impressionante. Tra questi c’era anche Montella ma non solo Cassano aveva una qualità veramente sopra la media però non aveva la testa giusta. Anche all’Inter ho avuto Viera, Zanetti e Ibrahimovic. La mia generazione è stata veramente fortissima”
Ha vissuto alcuni dei derby più sentiti d’Italia, quello di Roma e quello di Milano. Che differenze ha trovato tra queste due partite e quale delle due atmosfere le è rimasta più impressa?
“Sono due partite bellissime da giocare. Quella di Roma si parla da mesi prima quella di Milano invece molto di piu durante la settimana”.
Oggi il ruolo dell’esterno offensivo è cambiato molto rispetto ai suoi anni: secondo lei un giocatore con le sue caratteristiche riuscirebbe a esprimersi allo stesso modo nel calcio moderno?
“Oggi non ci sono esterni come prima che puntavano l’uomo sempre. Se io giocassi oggi tranquillamente esprimerei lo stesso calcio che facevo prima, così la palla arrivava con molta piu facilità oggi, avendo palla sul piede punterei sempre l’uomo”.
Passando all’attualità: come vede la Roma di oggi e cosa pensa del lavoro di Gian Piero Gasperini? Crede che i giallorossi possano davvero puntare a qualcosa di importante?
“Dall’anno scorso quando la Roma ha preso Gasperini ha fatto un grande colpo, ha vinto l’Europa League con l’Atalanta. Sta facendo molto bene se trova la continuità può arrivare a vincere anche lo scudetto anche se è presto”.
Lei ha seguito da vicino anche la crescita di alcuni nuovi esterni della Roma, come Wesley: quali caratteristiche deve avere oggi un esterno per diventare un giocatore di livello internazionale?
“Penso che Wesley si sia inserito molto bene anche Roma. Oggi per essere a livello internazionale devi avere tanta corsa e dribbling”
Dopo una carriera importante da calciatore e le esperienze nel ruolo di allenatore e direttore sportivo, che cosa sogna ancora di realizzare nel calcio? Le piacerebbe un giorno tornare a lavorare in Italia?
“Si mi piacerebbe tornare in Italia è un paese che amo ho ancora casa a Roma e un giorno ho una speranza di poter tornare a lavorare in Italia”
Cosa ne pensa di Spalletti sulla panchina della Juventus?
“Spalletti è l’allenatore giusto per la Juventus ha fatto un grande lavoro l’anno scorso. Penso che può portare la Juventus dentro la Champions e fare un grande 2026″.
Ancelotti le piace con il Brasile e non gli è rimasto l’amaro in bocca che con il suo Brasile avete vinto poco?
“Ancelotti mi piace però, nell’ultimo mondiale non ha fatto bene ha fatto scelte non giuste anche se ha avuto poco tempo per lavorare in maniera corretta spero che possa vincere il prossimo mondiale nel 2030″
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