Serie A
Un avvio da record per il Cagliari
È una partenza al fulmicotone quella del Cagliari targato Fabio Pisacane in questo inizio di stagione. Con il successo conseguito in trasferta ai danni dell’Udinese, i rossoblu si sono sistemati da soli al quarto posto in classifica. I 12 punti conseguiti in 5 partite pongono il Club sardo davanti a compagini ben più quotate come Milan, Juventus e Napoli. Un exploit su cui pochi avrebbero scommesso, in considerazione della composizione della rosa, una delle meno costose del torneo, e delle performances degli ultimi campionati, che hanno visto la squadra quasi esclusivamente impegnata nella lotta per la permanenza in Serie A.
Una difesa di ferro?
Il dato probabilmente più eclatante è relativo al rendimento difensivo della squadra: il Cagliari ha finora incassato solamente 2 reti ovvero vanta una media gol subiti a partita pari a 0,4, un risultato che in Europa ha raggiunto solo il Lione. La retroguardia non ha mutato sostanzialmente volto rispetto alla passata stagione. All’impossibilità di contare su Mina nelle prime 4 partite, Pisacane ha ovviato con l’arretramento di capitan Deiola al centro della difesa. L’affiatamento del reparto ha certamente contribuito in larga misura a rendere quasi inviolabile la porta rossoblu ma non costituisce l’unico fattore determinante della straordinaria media gol subiti. Non bisogna lasciarsi ingannare. Le pochissime reti subite non rispecchiano la quantità di occasioni concesse dalla difesa del Cagliari. In base a quanto rilevato dalla piattaforma online FotMob, nelle prime cinque giornate gli avversari dei sardi sono andati al tiro 102 volte, registrando una probabilità di gol attesi pari a 8,8. Il divario rispetto alle reti effettivamente incassate non è di poco conto. Un’attenta analisi di tale discrepanza non può prescindere dalla qualità delle prestazioni offerte da Caprile. Il portiere (tre clean sheet) è stato protagonista nelle sfide in cui la squadra ha patito di più, come l’ultima contro i friulani. Se la bravura dell’estremo difensore è certamente una variabile fondamentale per la solidità difensiva di una formazione, occorre tuttavia prendere atto che essa non può contribuire oltre un certo limite alla regolarità dei risultati lungo tutta la stagione.
Una valida organizzazione di gioco
Alla limitatissima vulnerabilità difensiva fa da contraltare un attacco non particolarmente produttivo, che ha fruttato una sola segnatura per partita. L’unica sconfitta patita, quella con l’Inter Campione d’Italia al secondo turno, coincide con la sola gara in cui la squadra non è andata a segno. Il Cagliari ha costruito la sua attuale posizione di vertice facendo soprattutto affidamento sulla capacità di conservare il vantaggio. L’elemento più distintivo attiene comunque agli equilibri che caratterizzano la partecipazione al gioco delle varie componenti della squadra. Tutti i calciatori impiegati sono coinvolti nella fase difensiva e sanno quando è il momento di tenere la barra dritta, restando calmi senza scompaginarsi. La capacità di soffrire, emersa ad esempio a Udine, è frutto di un’organizzazione in cui nulla è lasciato al caso. La pressione delle punte sui tentativi di ripartenza dal basso degli avversari, i disturbi della mediana sulla costruzione di gioco e la costante attenzione dei difensori sono tutte variabili strettamente collegate, a testimonianza della cucitura che tiene saldamente insieme i reparti della squadra. Indubbi i meriti di Pisacane, un tecnico che ha saputo forgiare l’anima del team. Caprile, Romano e Daniel Maldini sono forse i nomi simbolo dello straordinario momento rossoblu. Il Cagliari, che sta viaggiando ai ritmi dell’unico storico scudetto conquistato nella primavera del 1970, può sicuramente ancora migliorare e magari ritagliarsi un ruolo da protagonista in questo campionato.
SEGUICI ANCHE SU: Instagram @oggisport | X OggiSportNotiz2 | Facebook @oggisportnotizie | Telegram OggiSportNotizie | Youtube @oggisportnotizie | Twitch OggiSportNotizie | Bluesky @oggisportnotizie.bsky.social | Threads @oggisport




