Calcio Internazionale
Cos’hanno detto le prime due giornate di Nations League: Spagna ancora al top, Germania in crisi
La Nations League si prende un giorno di pausa che intervalla le due giornate appena concluse dal terzo e quarto turno, al via domani. I primi centottanta minuti della competizione hanno offerto spunti interessanti, tra chi si sta confermando al vertice del calcio europeo e chi è ancora alla ricerca di una propria identità. Al profilo di quest’ultime nazionali corrisponde l’Italia, naufragata nella partita dell’Olimpico contro il Belgio e miracolosamente resuscitata tre giorni dopo in Turchia. Due prestazioni a dir poco schizofreniche quelle degli Azzurri di Mancini che, tra una partita e l’altra, ha completamente cambiato l’ossatura della squadra, traendone immediati benefici. Il match contro la Francia sarà un importante banco di prova per comprendere quale sia la versione più veritiera di questa nazionale.
Spagna straripante, la Francia insegue
Chi, invece, è da tempo stabile in cima al calcio europeo e non solo è la Spagna. I match contro Inghilterra e Croazia sono stato l’ennesimo manifesto della supremazia della squadra di de La Fuente. A Wembley la Roja non si è scomposta nemmeno dopo essere andata sotto, mentre contro la nazionale di Bilic ha voluto imporre i ritmi fin dal primo minuto, portandosi in vantaggio alla prima azione senza dare la possibilità di toccare il pallone a Perisic e compagni. A rubare la scena è stato come al solito Lamine Yamal, auotre di tre gol tra le due gare, e in stato di grazia dopo un Mondiale opaco. Al di là del fuoriclasse del Barcellona, le Furie Rosse possono contare su un organico addirittura ampliato dopo il Mondiale, nel quale hanno trovato una loro collocazione i vari Fermin Lopez e Huijsen, assenti alla rassegna iridata per motivi diversi.
In Francia, al contrario, è appena partito il nuovo ciclo all’insegna del CT Zinedine Zidane. Les Bleus hanno vinto di misura le prime due trasferte con Turchia e Belgio e si candidano a essere la più seria rivale degli spagnoli negli anni a venire, specie per lo sconfinato talento a disposizione. Anche senza Mbappé, fuori causa per l’infortunio rimediato nella prima gara, tra le fila transalpine hanno brillato Doué e Olise. Da segnalare, poi, l’esordio di Da Cunha e Diouf, che Zidane ha voluto testare nelle prime due partite.
Messaggi incoraggianti dall’Olanda, molto male la Germania
Un’altra nazionale a fare bottino pieno nelle prime due giornate è stato il Portogallo di Jorge Jesus. I lusitani hanno compiuto il loro dovere piegando il Galles, ma soprattutto hanno sbancato Oslo, battendo la rampante Norvegia di Haaland. Nel mezzo, però, non sono mancate le polemiche per l’impiego di Cristiano Ronaldo, protagonista di un paio di grossi errori nel match di Lisbona e in panchina in quello successivo. La stampa e l’ambiente interno gli chiederebbero di cedere il passo a una nuova generazione guidata da Gonçalo Ramos, Vitinha, Joao Neves, vogliosi di diventare le figure centrali del nuovo Portogallo.
È partita col piede giusto l’avventura di Xavi sulla panchina dell’Olanda. Nella gara contro la Germania, gli Oranje avrebbero potuto raccogliere più di quanto prodotto, acciuffando il pari solamente nelle battute finali. Con la Serbia è arrivato un successo prezioso e sofferto per una nazionale infarcita di talento. A finire in vetrina sono stati due giovani del nuovo corso: Ruben van Bommel, figlio del più celebre Mark, e Mexx Meerdink, centravanti in forza all’AZ Alkmar.
Nemmeno l’approdo sulla panchina di Jurgen Klopp è servito, invece, a ridare animo alla Germania. I tedeschi, reduci dall’ennesimo flop mondiale, mostrano ancora grandi lacune tecniche e caratteriali. L’assenza di un vero bomber d’area sta diventando un problema così come l’atteso ricambio generazionale. Tuttavia, la rosa resta di altissimo profilo ma fatica a sprigionare tutto il proprio potenziale. Il ko interno con la Grecia rappresenta uno dei punti più bassi da cui la mannschaft dovrà urgentemente rialzarsi.
Eterna incompiuta, l’Inghilterra ha ricominciato da dove aveva finito il Mondiale, con una sconfitta in rimonta. La squadra di Tuchel vanta enorme qualità ma è chiamata all’ultimo step più importante nei prossimi anni: vincere. Tra le altre nazionali incuriosisce il Belgio di van Bommel, rinvigorito dalla verve dei nuovi Godts e Moreira, così come la Grecia.
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