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La favola di Chwalinska: a volte per vincere bisogna semplicemente essere più umani

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Maja Chwalinska

Ci sono traguardi che sembrano lontanissimi, finché un giorno non diventano realtà. La storia di Maja Chwalinska al WTA 1000 di Wuhan è quella di una giocatrice che ha saputo trasformare il sogno in qualcosa di concreto, spingendosi oltre ogni aspettativa. La polacca ha conquistato il torneo cinese rimontando Sonay Kartal in finale, imponendosi 2-6 6-4 6-2 dopo due ore e 43 minuti di gioco. Un successo che arriva a pochi mesi dalla sua incredibile cavalcata al Roland Garros, dove aveva raggiunto la finale partendo dalle qualificazioni, prima di arrendersi a Mirra Andreeva.

Se a Parigi aveva sorpreso il mondo del tennis, sulla superficie dura di Wuhan ha dimostrato che quella settimana non era stata soltanto una parentesi irripetibile. Il trionfo le ha regalato anche il nuovo best ranking al numero 11 del mondo, una scalata impressionante per una giocatrice che aveva iniziato il 2026 al numero 146. In pochi mesi, Chwalinska ha cambiato prospettiva, passando dall’inseguire le grandi occasioni a guardare le migliori negli occhi. E adesso il suo nome non è più soltanto quello di una sorpresa, ma di una protagonista capace di lasciare il segno.

Chwalinska è la campionessa di Wuhan

La finale sembrava essersi messa subito in salita. Kartal, britannica rientrata da pochi mesi dopo un lungo stop per un problema alla schiena, aveva conquistato il primo set 6-2 e si era portata avanti 2-0 anche nel secondo. Chwalinska, però, non ha perso la pazienza. Ha allungato gli scambi, variato le traiettorie e costretto l’avversaria a giocare un tennis sempre più scomodo. Il passaggio decisivo è arrivato sul 4-4 del secondo set, quando la polacca ha trovato il break che le ha permesso di servire per il 6-4 e portare la finale al terzo.

Da quel momento l’inerzia è cambiata definitivamente. Kartal ha iniziato a concedere di più, mentre Chwalińska ha continuato a muovere la palla con precisione, senza farsi condizionare dalla posta in palio. Nel set decisivo ha vinto gli ultimi quattro game, chiudendo 6-2 e completando una rimonta che racconta soprattutto la sua capacità di restare dentro la partita anche quando tutto sembra complicarsi.

Da Swiatek a Sakkari, un percorso da grande campionessa

Il titolo di Wuhan non è arrivato per caso. Nel corso della settimana Chwalinska ha superato avversarie di grande esperienza, battendo la decima testa di serie Iva Jovic, l’ex numero 3 del mondo Maria Sakkari e soprattutto la connazionale Iga Swiatek in semifinale. Contro la sei volte campionessa Slam ha vinto 7-5 6-1, recuperando nel primo set da una situazione di svantaggio e imponendosi con autorità nella seconda frazione. Va ricordato che Swiatek ha accusato un problema alla gamba sinistra durante l’incontro, un elemento che ha condizionato il suo rendimento, ma che non cancella la prestazione della connazionale.

Per Chwalińska, mancina dotata di un gioco basato sulle variazioni e sulla lettura degli scambi, il successo rappresenta una conferma importante dopo la finale parigina. La nuova numero 11 del mondo è diventata soltanto la terza tennista polacca a conquistare un titolo WTA 1000, dopo Agnieszka Radwanska e Swiatek. Il prossimo passo sarà dimostrare di poter restare stabilmente a questi livelli. Per ora, però, Wuhan le consegna la certezza che la finale del Roland Garros non era un episodio isolato, ma l’inizio di una nuova fase della sua carriera




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