Serie A
Panchine “bollenti” e speculazioni “tossiche”
Il campionato di Serie A ha già visto “saltare” quattro panchine dopo appena sei giornate. Un simile numero di esoneri non si registrava da 67 anni. L’elenco dei tecnici allontanati comprende Grosso (Fiorentina), Tedesco (Bologna), Cuesta (Parma) e Stroppa (Venezia). Il sorprendente trend ha così finito per stuzzicare l’attenzione dei bookmakers, che hanno immediatamente colto l’occasione per inaugurare nuove scommesse circa il prossimo allenatore destinato non tanto a “non mangiare il panettone” (mancano più di due mesi a Natale), quanto a essere cacciato immantinente, magari subito dopo il settimo turno.
I principali “candidati” al licenziamento secondo i bookies
Il tecnico maggiormente indiziato a fare le valigie parrebbe essere Ivan Juric. Il croato alla guida del Monza, che nel recente passato non ha portato a termine le proprie esperienze con Roma e Atalanta, potrebbe secondo le agenzie di scommesse Goldbet e Better lasciare subito l’incarico, come indicato dalla quota affibbiatagli, pari a 1,75. Al secondo posto nella poco invidiabile classifica dei potenziali silurati c’è il mister dell’Udinese Kosta Runjaic, reduce da quattro sconfitte consecutive e conseguentemente valutato 2,00. Dormono sonni relativamente più tranquilli, a parere degli allibratori, De Rossi (Genoa) e Di Francesco (Lecce), quotati rispettivamente 2,15 e 2,50.
Scommettere sull’esonero di un allenatore è eticamente lecito?
Trarre profitto dalla mancata prosecuzione del rapporto tra un professionista del calcio e un club è perfettamente legale. Su questo non ci piove. È comunque legittimo chiedersi se tale attività sia eticamente lecita e non generi degli impatti tutt’altro che trascurabili sulla carriera sportiva dei tecnici, esponendoli a pressioni che esulano dalla normale dialettica con addetti ai lavori, tifosi e stampa. Rispetto alle scommesse che hanno per oggetto la vittoria di un incontro o di un intero torneo, quelle riguardanti la cacciata di un allenatore speculano sui momenti di crisi e di difficoltà contingenti di una formazione e di tutto uno staff.
I rischi connessi alla quotazione degli esoneri
Le valutazioni degli operatori fanno raramente affidamento sulle probabili scelte delle società e si basano fondamentalmente sulle sensazioni manifestate dalle piazze e dalle tifoserie, a seguito di uno o più insuccessi. Il mister finisce facilmente nell’occhio del ciclone in casi del genere. Rischia di pagare per tutti, di rispondere anche di colpe non proprie. Al fine di tutelarsi dal volume di scommesse sulla defenestrazione del tecnico, le agenzie abbassano le quote. Ciò induce a pensare che la posizione dell’allenatore sia divenuta precaria, fattore che produce una pressione sui vertici societari, i quali incalzati dall’ambiente si sentono obbligati ad assumere delle decisioni non sempre accuratamente ponderate. La sorte di un professionista viene in tal modo eccessivamente condizionata da aspettative ispirate dall’emotività. Non è sempre vero ovviamente che il licenziamento non sia in taluni casi ampiamente giustificato ma da più parti si ritiene che i bookmakers dovrebbero smettere di quotarlo.
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